Il Ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha ribadito la posizione di Mosca contraria a una cessazione immediata delle ostilità in Ucraina, sostenendo che tale mossa non risolverebbe le “cause profonde” del conflitto. In una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa statale TASS, Lavrov ha citato le conclusioni emerse dal recente vertice in Alaska tra il Presidente russo Vladimir Putin e l’omologo statunitense Donald Trump. Secondo il diplomatico russo, al summit era stato concordato che “serve una pace duratura e sostenibile e non un immediato cessate il fuoco”. “Noi restiamo fedeli a questa formula, e io l’ho confermata ieri al Segretario di Stato Usa Marco Rubio”, ha precisato Lavrov, sottolineando l’allineamento di Mosca con l’obiettivo di una soluzione a lungo termine, piuttosto che con una semplice tregua temporanea.
La posizione russa si discosta nettamente da quella espressa dall’Ucraina e dai leader dell’Unione Europea, i quali, pur aprendo alla negoziazione a partire dall’attuale linea di contatto, continuano a chiedere un cessate il fuoco immediato e ribadiscono che i confini internazionali non devono essere modificati con la forza. Mosca, rifiutando lo stop immediato ai combattimenti, mira a esercitare maggiore pressione sul campo e a subordinare la fine delle ostilità a un accordo politico che affronti e risolva le sue preoccupazioni di sicurezza. Il Cremlino sembra interpretare la tregua immediata come una “battuta d’arresto” temporanea che non garantisce la risoluzione del conflitto.