Lacrime, applausi e un abbraccio lungo una carriera. Elia Viviani ha salutato la maglia azzurra nel modo più alto e simbolico: conquistando il titolo mondiale nell’Eliminazione, davanti a un Velódromo Peñalolén gremito e commosso.
Il pubblico cileno, in piedi, ha reso omaggio a un campione che ha scritto pagine indelebili nella storia del ciclismo su pista italiano. Viviani, oro olimpico a Rio e tre volte iridato, ha chiuso la sua carriera con una vittoria che è insieme traguardo e testimone. «Non potevo immaginare un modo migliore per chiudere la mia carriera», ha dichiarato il veronese, visibilmente emozionato. «Sapevo di poter dire ancora qualcosa e per questo ho voluto concludere al Mondiale. Sono orgoglioso di quello che ho fatto in questi anni e ringrazio il pubblico di Santiago per il tributo che mi ha riservato».

foto di GNS
La sua costanza, la capacità di ottenere risultati e di guidare con l’esempio hanno trasformato Elia Viviani in un riferimento per il movimento azzurro. «Quando ho iniziato a correre su pista ero solo; adesso, accanto a me, ci sono tanti giovani che hanno già dimostrato di poter dire la loro. Lascio a loro il compito di continuare il lavoro», ha aggiunto, indicando chiaramente il passaggio generazionale in atto.
Il presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Cordiano Dagnoni, come si legge in una nota sul sito ufficiale, ha voluto sottolineare il valore umano e sportivo di Viviani: «A nome di tutto il movimento ringrazio Elia per tutto quello che ha dato al nostro ciclismo. Quando un grande campione appende la bici al chiodo è sempre un momento particolare.
Ci consola sapere che Elia resterà nel nostro mondo. Oggi è il giorno di festeggiare questo nuovo titolo mondiale, ma anche dei saluti e dei ringraziamenti. Grazie, Elia, per tutti questi anni e per quello che ci hai fatto vivere oggi».
Il bilancio dei Mondiali su pista è positivo: due medaglie d’oro e una di bronzo nella Madison migliorano il bottino dello scorso anno. Il settore femminile conferma la sua forza, mentre una nuova generazione di talenti ha iniziato a brillare proprio a Santiago. Il quarto posto di Federica Venturelli e il quinto di Etienne Grimod nell’inseguimento individuale, entrambi ventenni, sono segnali chiari di un futuro che si costruisce già oggi.
Il cammino verso Los Angeles 2028 è cominciato. E lo fa nel segno di Elia Viviani, il campione che ha saputo vincere, resistere e ispirare. Il suo ultimo giro di pista non è solo un addio, ma l’inizio di una nuova era.
Bart Zag