Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, interviene con forza nel dibattito sul Ponte sullo Stretto di Messina, respingendo le accuse di una presunta sottrazione di fondi ad altre infrastrutture nazionali. “Nessuna opera sarà definanziata per pagare il Ponte, da Bolzano a Palermo,” ha dichiarato il Vicepremier. “Ognuno la pensa come vuole, noi intendiamo andare avanti con il Ponte.” Il Ministro ha focalizzato il suo intervento sui presunti benefici economici e occupazionali dell’opera, stimando un impatto significativo sul mercato del lavoro e sull’economia del Mezzogiorno:
Lavoro: “È un’opera pubblica che coinvolgerà 120 mila posti di lavoro,” ha affermato Salvini, definendo “curioso” l’atteggiamento delle forze politiche e sindacali di sinistra contrarie al progetto. Investimenti al Sud: Il Ministro ha categoricamente smentito che la realizzazione del Ponte possa frenare gli investimenti in Sicilia e Calabria. “È falso che se si fa il Ponte non si fanno tutte le opere in Calabria e Sicilia,” ha precisato, ricordando che nei due territori il Governo sta investendo complessivamente circa 45 miliardi di euro in infrastrutture. Coinvolgimento Nazionale: Sottolineando la ricaduta economica su tutto il territorio, Salvini ha aggiunto che saranno “coinvolte imprese di tutta Italia,” evidenziando la natura di progetto infrastrutturale di valenza nazionale.
Le dichiarazioni arrivano in un momento di intensa discussione, in cui il Governo sta lavorando per ottenere l’approvazione definitiva del Piano Economico Finanziario (PEF), il cui costo aggiornato è stimato attorno ai 13,5 miliardi di euro, con la copertura finanziaria prevista attraverso la Legge di Bilancio e l’aumento di capitale della società Stretto di Messina. L’opera, come più volte ribadito dal Ministero, mira ad essere completata entro il 2032-2033.