Un grido d’allarme e una richiesta di aiuto provengono direttamente dagli adolescenti italiani: il 33% dei ragazzi tra i 12 e i 17 anni si imbatte regolarmente in rischi concreti navigando tra social network, piattaforme di gaming e contenuti online. È quanto emerge da una recente e significativa indagine condotta da Altroconsumo, che fotografa una generazione profondamente immersa nel digitale, ma spesso vulnerabile.
Lo studio evidenzia una connessione quasi totalizzante con il mondo online: 97% si connette per almeno tre ore al giorno, dedicando gran parte del proprio tempo extra-scolastico a queste attività. Le attività principali spaziano dalla ricerca di informazioni (100%) alla visione di film e serie TV (99%), dall’uso dei social network e l’ascolto di musica (92%) al gaming (89%).
Il dato forse più sorprendente è la consapevolezza dei ragazzi stessi. Di fronte a questi rischi, una significativa fetta degli adolescenti ha espresso la necessità di ottenere strumenti e limitazioni che li aiutino a gestire il proprio tempo e la propria esposizione online.
L’atteggiamento non è di mera accettazione di divieti, ma di responsabilizzazione: ben l’86% degli intervistati si dichiara favorevole a restrizioni per i minori, a patto che l’enfasi sia posta sull’autocontrollo e su sistemi di protezione efficaci, piuttosto che su divieti rigidi e spesso eludibili. In sintesi: I ragazzi non chiedono solo un ‘blocco’, ma un ‘aiuto’ per sviluppare l’autocontrollo in un ecosistema digitale dominato da influencer, intelligenza artificiale e algoritmi spesso invasivi.