In Iraq si è aperta una nuova fase politica con l’avvio delle elezioni parlamentari per il rinnovo dei 329 seggi dell’Assemblea nazionale. Gli elettori sono chiamati a scegliere i propri rappresentanti per un mandato di quattro anni, in un contesto politico ancora segnato da tensioni e sfide strutturali.
Tra i 7.700 candidati in corsa, spicca la significativa presenza femminile: quasi un terzo sono donne, a testimonianza di un lento ma costante cambiamento nella rappresentanza di genere.
La legge elettorale prevede una quota rosa del 25%, mentre nove seggi sono riservati alle minoranze etniche e religiose, a conferma della volontà di garantire una rappresentanza più inclusiva.
Il voto parlamentare rappresenta anche il primo passo verso la nomina del nuovo presidente della Repubblica, figura simbolica ma centrale nella tenuta istituzionale del Paese, e del primo ministro, incarico di potere esecutivo tradizionalmente affidato a un esponente sciita. Il presidente, secondo prassi consolidata, sarà invece un rappresentante curdo.
In un Iraq ancora attraversato da tensioni settarie e sfide economiche, queste elezioni potrebbero segnare un punto di svolta verso una maggiore stabilità e partecipazione democratica.
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