Pokrovsk, nella regione di Donetsk, è al centro di intensi combattimenti mentre le forze russe incrementano la pressione sul fronte orientale. Le truppe di Mosca sarebbero riuscite a penetrare nella città, sfruttando le condizioni di fitta nebbia che hanno ostacolato le difese ucraine. L’esercito ucraino (AFU) ha confermato la presenza di “oltre 300 invasori a Pokrovsk”, ma ha categoricamente smentito la notizia di una resa o della caduta totale della città.
La situazione sul fronte rimane critica per Kiev. Ritiro Tattico a Zaporizhzhia: L’esercito ucraino ha ammesso di essersi ritirato da cinque insediamenti nella regione meridionale di Zaporizhzhia. Tale mossa è stata definita un ritiro tattico dovuto all’intensificarsi degli assalti nemici. Rivendicazioni Russe: Mosca ha parallelamente rivendicato il controllo dell’intera parte orientale della città di Kupyansk, nell’oblast di Kharkiv. La Reazione di Zelensky: Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha brevemente commentato la situazione, ammettendo che “la situazione è difficile” per le sue forze.
Il conflitto ha registrato anche un episodio di alta tensione che ha coinvolto un’infrastruttura militare critica. Attacco a Base F-16: Le forze russe hanno condotto un attacco contro una base aerea che, secondo le informazioni, ospita i caccia F-16 forniti all’Ucraina. Mosca ha definito l’azione come una “rappresaglia” per una presunta “provocazione” orchestrata da Kiev, volta a deviare un Mig russo verso una base NATO.
In un momento di crescente difficoltà militare, l’Ucraina affronta una crisi politica interna legata alla corruzione. In seguito a uno scandalo che ha coinvolto il settore energetico, si sono dimessi due figure chiave del governo: Ministero dell’Energia: Svitlana Grynchuk e il Ministero della Giustizia: Si è dimesso anche il Ministro della Giustizia Herman Galushchenko. Le dimissioni avvengono mentre il conflitto entra nel suo 1.358º giorno.