Il conflitto in Ucraina registra una nuova e intensa escalation. Mentre Mosca lancia uno dei suoi più massicci attacchi aerei su Kyiv, causando vittime e feriti, il Cremlino accusa l’Ucraina di aver mirato a infrastrutture sensibili, in particolare la centrale nucleare di Novovoronezh. I media ucraini riportano che, nella notte, la Russia ha sferrato un attacco su larga scala sulla capitale Kyiv, impiegando centinaia di missili e droni. La violenza del raid ha provocato morti e feriti tra la popolazione civile.
Questi bombardamenti notturni si inseriscono in una strategia russa volta a colpire obiettivi militari, energetici e logistici, ma che regolarmente causa danni estesi a zone residenziali. In un drammatico sviluppo sul fronte delle infrastrutture critiche, il Cremlino ha denunciato un presunto attacco con drone ucraino contro la centrale nucleare russa di Novovoronezh.
Secondo Mosca, il raid notturno avrebbe danneggiato le apparecchiature elettriche ausiliarie dell’impianto. Sebbene i dettagli sull’entità esatta dei danni e il loro impatto sulla sicurezza operativa non siano immediatamente chiari, l’accusa russa solleva gravi preoccupazioni internazionali riguardo la potenziale minaccia alla sicurezza nucleare in un contesto bellico. Si attendono conferme o smentite indipendenti sull’incidente.
In un contesto di rinnovata tensione, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un monito diretto all’Occidente, avvertendo che la Russia “si prepara a scatenare la guerra in Europa entro il 2030”. Zelensky ha esortato i partner europei a non cadere nell’autocompiacimento, sottolineando l’urgente necessità di fermare l’aggressione russa in Ucraina ora. Il Presidente ha ribadito l’appello a interrompere qualsiasi supporto economico o militare alla Russia, sostenendo che l’unica via per prevenire un conflitto più ampio è l’isolamento e la sconfitta di Mosca sul campo ucraino.