Il Portogallo si appresta a fronteggiare le estese ripercussioni a livello nazionale del suo primo sciopero generale in dodici anni. L’azione di protesta è stata indetta dalle principali confederazioni sindacali in opposizione alle riforme dei diritti dei lavoratori promosse dal Governo di minoranza di centro-destra.
Nella giornata di giovedì, si prevedono significativi disservizi nei settori chiave del Paese, tra cui i trasporti pubblici, l’istruzione, i tribunali e l’assistenza sanitaria. I lavoratori stanno manifestando contro un disegno di legge volto a semplificare le procedure di licenziamento, ad estendere la durata dei contratti a tempo determinato e ad ampliare i servizi minimi richiesti durante le astensioni dal lavoro.
Questa mobilitazione si configura come la più imponente in Portogallo da giugno 2013, periodo in cui il Paese fu costretto a implementare misure di austerità in cambio di aiuti internazionali in seguito alla crisi del debito europeo.
Si segnalano già disagi rilevanti: la compagnia aerea nazionale TAP Air Portugal prevede l’operatività di solo un terzo dei suoi 250 voli programmati, mentre l’operatore ferroviario nazionale ha preannunciato che i disservizi potrebbero protrarsi fino alla giornata di venerdì.
Al. Co.