La Striscia di Gaza è stata colpita da una nuova, violenta ondata di maltempo, aggravando ulteriormente la catastrofica situazione umanitaria. Le piogge torrenziali e i forti venti hanno travolto vaste aree, con conseguenze drammatiche per la popolazione civile, in particolare per le centinaia di migliaia di persone sfollate.
I campi improvvisati che ospitano gli sfollati lungo la Striscia sono stati inondati e sommersi dal fango. L’acqua ha spazzato via tende e beni essenziali, lasciando migliaia di persone, già estremamente vulnerabili, senza alcun riparo o accesso a servizi igienici fondamentali. L’emergenza ha raggiunto anche le strutture sanitarie critiche. L’acqua si è infiltrata nel complesso medico Al-Shifa di Gaza City, compromettendo in modo particolare i reparti di emergenza e accoglienza. Le infiltrazioni hanno reso necessario un provvedimento drastico: la chiusura immediata di queste aree vitali, mettendo a rischio l’assistenza per i feriti e i malati.
Il maltempo in corso solleva anche preoccupazioni immediate sulla stabilità strutturale delle abitazioni. Migliaia di case che hanno subito danni parziali durante i precedenti attacchi militari israeliani rischiano ora di crollare da un momento all’altro. Le incessanti piogge, sferzate dai venti, stanno indebolendo ulteriormente le strutture già compromesse, trasformando l’abitazione in una trappola mortale. La combinazione di violenti fenomeni atmosferici e l’assenza di infrastrutture resilienti sta spingendo la crisi umanitaria a un nuovo, pericoloso livello di escalation, in un contesto già dominato dalla guerra e dalla carenza di aiuti.