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Condominio, la nuova riforma: più tutele ma i morosi pesano su tutti

Una proposta di legge introduce pagamenti solo tracciabili, amministratori laureati e revisori dei conti obbligatori, ma apre alla possibilità che i creditori si rivalgano anche sui condòmini in regola

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Pagamenti solo tracciabili, amministratori obbligati ad avere una laurea e più controlli sui bilanci. La vita nei condomìni italiani potrebbe cambiare ancora una volta con la nuova proposta di riforma presentata da un gruppo di parlamentari. L’obiettivo dichiarato è ridurre i contenziosi, aumentare la trasparenza nella gestione delle spese comuni e garantire maggiori tutele ai fornitori.

 

Uno dei punti più discussi riguarda la gestione dei condòmini morosi. La proposta prevede che i creditori possano rivalersi prima sulle somme presenti sul conto corrente condominiale e, in caso di insufficienza, anche sui beni dei singoli condòmini in base alla rispettiva quota di spesa. Solo dopo l’infruttuoso tentativo di recupero presso i morosi, il debito residuo potrà essere richiesto anche ai condòmini in regola, che avranno poi azione di regresso contro chi non ha pagato. Una scelta che, secondo i proponenti, punta a rafforzare l’affidabilità del condominio verso l’esterno, ma che solleva timori di “responsabilità collettiva” tra i proprietari puntuali.

Sul fronte amministrativo, la riforma introduce il requisito della laurea per l’amministratore e un sistema di iscrizione obbligatoria a un elenco ufficiale presso il Ministero competente, con sanzioni per chi opera senza requisiti. Nei condomìni più grandi, con oltre venti unità, diventa obbligatoria anche la figura del revisore dei conti terzo, incaricato di verificare i rendiconti e certificare la correttezza della gestione. L’introduzione di un controllo strutturato, simile a quello delle società, mira a prevenire abusi e a rendere più chiara la situazione patrimoniale comune.

La proposta interviene anche sui tempi di recupero dei crediti. I decreti ingiuntivi contro i morosi potranno essere avviati dopo l’approvazione del rendiconto annuale, che la legge intende rendere più tempestiva e dettagliata. Nel frattempo, l’obbligo di usare solo bonifici e strumenti tracciabili per le entrate e le uscite del condominio dovrebbe ridurre le zone d’ombra e offrire maggiori garanzie a fornitori, residenti e futuri acquirenti degli immobili.

Se da un lato la riforma promette più trasparenza e professionalità, dall’altro apre interrogativi sul rischio di scaricare sui condòmini virtuosi il peso dei morosi. Il dibattito politico e tra le associazioni dei proprietari è destinato ad ampliarsi, anche perché la gestione del condominio tocca milioni di famiglie e rappresenta una parte importante della vita quotidiana nelle città.

PE

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