Cantante, performer e anima elegante del palcoscenico, Lara Pasquali è un’artista che ha costruito il proprio percorso con determinazione, curiosità e una profonda fedeltà a sé stessa. Dalle prime esperienze da autodidatta fino ai palchi internazionali, la sua voce ha attraversato generi, città e mondi diversi, restando sempre autentica.
In questa intervista Lara si racconta senza filtri: dalle origini del suo sogno alle grandi collaborazioni, dalla televisione ai concerti nel mondo, fino alla cura sartoriale delle sue performance e ai progetti futuri. Un viaggio intenso fatto di musica, studio, eleganza e passione.
Lara, partiamo dalle origini: come è iniziato il tuo percorso musicale?
Per prima cosa devo ammettere che ho realizzato il mio sogno di bambina! Ho sempre desiderato essere/fare la cantante e grazie a Dio ci sono riuscita.
La famiglia inizialmente mi ha ostacolato perché ai miei tempi (quando avevo 20 anni) i miei genitori non lo consideravano veramente un lavoro perciò non ho avuto possibilità di studiare e non c’erano tutti i mezzi e le conoscenze che ci sono ora, le scuole, internet… perciò ho iniziato da autodidatta.
Nel mondo della musica possiamo dire che “il cantante” è più fortunato rispetto ai suoi colleghi musicisti, questo perché se si nasce naturalmente dotati di una bella voce e intonati ci si può permettere già di iniziare questo lavoro senza studiare. Ho avuto questa fortuna, poi però se si vuole crescere artisticamente e migliorare si è costretti ovviamente a studiare.
Ho trovato sulla mia strada molte figure professionali che sono state determinanti per la mia formazione. La prima in assoluto fu Cheryl Porter, cantante e vocal coach americana (oggi star del web e di Broadway) che mi ha dato lezioni private e mi ha messo subito al suo fianco portandomi in palchi importantissimi con figure di spicco della musica italiana, come ad esempio Gianni Morandi, poi mi ha aiutato ad arrivare a Mediaset… insomma, è stata per me una grande insegnante che mi ha fatto comprendere a pieno ilo “mestiere” di cantante.
Nel mentre ho studiato anche con Francesca Bertazzo, una delle figure simbolo del Jazz italiano, successivamente Vittorio Matteucci (star del musical italiano e uomo straordinario) per l’interpretazione, poi Danila Satragno per la tecnica vocale (coach di Annalisa, Chiara Canzian, Karima…).
Ma sentivo che potevo ottenere ancora di più dalla mia voce perciò la mia ricerca è continuata finché ho incontrato Michele Fischietti (vocal coach allievo di Seth Riggs – l’insegnante di Michael Jackson) ed ho capito che era la persona giusta per me. Al di là del fatto che al tempo lui fosse un vocal coach televisivo, e che allenasse anche cantanti famosi c’era una cosa che per me contava: trattava tutti allo stesso modo, lui puntava all’obiettivo, la lezione di canto doveva migliorare la voce subito, già dopo i primi vocalizzi e questo era indiscusso. Grazie a Fischietti la mia voce è sempre andata migliorando.
Ma io che non mi accontento mai ho voluto esplorare anche strade diverse finché ho scoperto la massoterapia, e qui si apre un altro capitolo della mia vita. Ho iniziato a studiare con Marcus Broilo, il migliore massoterapista esistente sia per le sue conoscenze in materia sia per la sua grande umanità ed empatia. La massoterapia, se usata come un normale allenamento quotidiano, cambia completamente il nostro corpo e per me ed è diventata il mio riscaldamento prima di qualsiasi lezione o concerto.
La tua carriera ti ha portata a esplorare generi diversi. Quanto è importante per te la sperimentazione?
Ho sempre amato molti generi musicali diversi tra loro, perché riconosco in me qualcosa che c’è in ognuno di loro. Sicuramente si può essere influenzati dalle persone che ci circondano o che ci educano, ma poi il nostro vero essere si libera.
Da piccola con mio fratello ascoltavo la musica hard rock degli anni ’60 ’70 (cosa che faccio ancora oggi) e la cantavo. Poi ho scoperto la musica gospel e jazz per poi saltellare anche tra il funky, musical, l’r’n’b e il pop. Oggi ad esempio apprezzo moltissimo la musica italiana soprattutto quella di 30/40 anni fa.
Sul palco porto un po’ di tutto questo, prediligo il jazz ma non riesco a rinunciare a nulla. So che questo mi penalizza da un lato perché il mercato e il web per spingerci hanno bisogno di identificarci in qualcosa di molto preciso ma io non posso rinunciare alla mia identità perché è fatta di tutti questi elementi.
Hai collaborato con Druce DJ per il singolo “What’s Going On”. Che esperienza è stata?
La collaborazione con Druce ha davvero dell’incredibile, per prima cosa il modo con cui è iniziata! Ci siamo conosciuti ad un corso di doppiaggio cinematografico tenuto da Francesco Pannofino a Milano molti anni fa. Francesco dopo aver scoperto che ero una cantante, una mattina ancora prima di farci iniziare con le esercitazioni di doppiaggio mi manda in sala di registrazione e mi chiede di cantare una cosa a cappella, ho dato il massimo! Una settimana dopo ero con Druce a registrare “What’s going on”! Ora sto collaborando con un’etichetta di Miami di brani techno-dance, non esattamente quello che propongo nei miei spettacoli ma è una cosa molto stimolante per me e inoltre non bisogna sottovalutare l’importanza di avere una produzione attiva, soprattutto con un’etichetta americana.
Devo ammettere però che la canzone per me più importante è stata un’autoproduzione dedicata alla nascita della mia bimba “Al momento giusto”, scritta nel 2020. Pensando al mio sogno di diventare mamma che stava per realizzarsi, ho avuto l’idea della canzone, di cosa volevo che parlasse ma in quel momento non ero in grado di sviluppare bene in musica i miei pensieri. Ne ho parlato con un carissimo amico e cantautore bellunese, Alvise Bortolini, un poeta della musica. L’ha scritta di getto poche ore dopo aver ascoltato le mie parole… un capolavoro…
In televisione ti abbiamo vista in programmi come The Winner Is su Canale 5 e Saturday Night Live su Italia 1. Che ricordo hai di quelle esperienze?
Partecipare a programmi televisivi anche se per poco tempo è sempre un grande prestigio. Durante le riprese del “Saturday Night Live” abitavo a venezia e trascorrevo tre giorni a settimana a Milano. Stavamo circa 15 ore al giorno negli studi televisivi e si registrava tutto all’improvviso, non avevamo mai una scaletta, un programma, niente di niente, non so nemmeno come abbiamo fatto! Ricordo tanta stanchezza e risate, metà del cast era composto da comici quindi ti puoi immaginare… con alcuni di loro e dello staff di backstage sono nate amicizie che durano ancora oggi, una volta mi hanno addirittura attaccato il vestito addosso col nastro adesivo perché la sartoria era in ritardo…
“The winner is” invece lo ricordo con un po’ più di tristezza perchè il mio percorso si è fermato dopo la seconda sfida (era una sorta di contest) perciò sono tornata a casa a mani vuote, ma accompagnata dalle mie più care amiche! E’ stato molti anni fa, quando ancora si guardava la televisione con un po’ più di interesse e senza il cellulare in mano, i social non erano uno strumento diffuso come oggi e soprattutto non ne avevano il peso attuale, perciò la gente si ricordava di te per l’emozione che gli avevi trasmesso in quel momento preciso e te lo faceva sapere. Il giorno dopo avevo ricevuto centinaia di messaggi su facebook (era il social media d’eccellenza all’epoca) con complimenti e ringraziamenti, ma anche tanti messaggi di sostegno, conforto e solidarietà. è stato molto bello.
Hai cantato in città come Venezia, Milano, New York, Doha e Toronto. C’è un luogo che ti ha colpita più degli altri?
Non c’è un luogo che mi ha colpito più di altri, ci sono però molte città che ho particolarmente amato e mi sono entrate nel cuore con grande impatto. La prima in assoluto è stata Toronto, per me rappresentava un po’ la famiglia, un luogo misterioso di cui avevo tanto sentito parlare fin da piccola da mio padre perché era stato emigrante lì e pertanto non vedevo l’ora di metterci piede, figurarci cantare! e l’aver cantato li è stata una casualità… Ho conosciuto amici di parenti che, scoperto che ero una cantante, mi hanno chiesto di esibirmi ad un matrimonio di lì a poco… Wow!
Un’altra città che mi ha particolarmente emozionato è stata Nazareth, io sono molto credente e poter passeggiare davanti alla grotta dell’annunciazione del Messia a Maria e per le strade dove Gesù ha trascorso la sua infanzia per me è stato molto toccante, un vero e proprio viaggio interiore.
Dulcis in fundo due città americane: Chicago e New York! La prima è stata una sorpresa incredibile, non mi sarei mai aspettata di affezionarmi così tanto. E’ magica…caratterizzata da molti luoghi dove sono stati girati film e serie televisive, una metropoli ma non troppo affollata, con bellissimi palazzi e posti da visitare e poi la musica!
Si respira jazz e blues per le strade, ovunque, se ne sente l’energia, ti entra nella pelle. Infine New York per me era un vero e proprio sogno che si avverava. Sono stata la prima volta a 18 anni e passeggiando per Broadway mi ero detta che un giorno sarei dovuta diventare una cantante così brava da avere la possibilità di tornarci da professionista ed è successo! Incredibile davvero… quando sono salita sul palco del teatro lo scorso aprile la prima cosa che ho gridato al pubblico col cuore che mi scoppiava di gioia è stata “Hello New York!” Un’emozione che non dimenticherò mai.
Realizzi performance su misura per matrimoni ed eventi privati. In che modo personalizzi un’esibizione?
La chiave per la buona riuscita di ogni evento, che sia privato o aziendale è ASCOLTARE con molta attenzione il committente e capire quali sono i suoi desideri, cercare di entrare nella sua testa e capire cosa vuole. Spesso non viene detto apertamente perché magari non sa esattamente esternare quello che ha in testa, il mio compito in questo caso è di comprendere le difficoltà, risolverle e cercare di concretizzare ciò che è solo un’idea o un desiderio, anche se folle o apparentemente impossibile.
Nel caso di un matrimonio è importantissimo capire innanzitutto quali sono i gusti degli sposi, musicali, di stile, cosa è importante per loro, quali canzoni hanno accompagnato la loro storia d’amore…
Per un evento aziendale non è molto diverso, si cerca di capire con l’interlocutore che cosa è importante per l’azienda, che cosa vogliono comunicare e che tipo di esperienza desiderano che vivano gli ospiti. Detto così sembra tutto molto facile ma non lo è. Ma io amo questo, amo aiutare il cliente a mettere in scena i suoi desideri. Per me è molto stimolante, in questo modo ogni evento è diverso e unico e ho la possibilità di esprimermi con la mia creatività e divertirmi.
Uno di questi bellissimi eventi è anche il Concierto de Moda Internacional de Venecia, Com’è stata questa bellissima esperienza? che cosa ti ha spinto a voler collaborare con questo progetto?
Un paio di anni fa un’amica mi ha presentato Antonia Jean che mi ha raccontato il suo mondo e mi ha chiesto di collaborare come cantante e come aiuto nella ricerca di sponsor. Mi sono subito appassionata al progetto per due motivi principali: la personalità di Antonia, così creativa, tranquilla e genuina allo stesso tempo e la moda! E’ stato stimolante fin da subito entrare in questo mondo che unisce le tradizioni veneziane con la modernità della moda latino americana che, devo ammettere, mi ha incantato con la sua bellezza. Il Concierto De Moda è una ventata di aria fresca per Venezia, un ponte tra vecchio e nuovo, tra tradizione e modernità, tra classico ed elegante, unisce due mondi completamente diversi con grande facilità facendoli camminare per mano.
Che ruolo ha l’eleganza nella tua musica e nel tuo modo di stare sul palco?
Per me l’eleganza è fondamentale, mi fa sentire bene, a mio agio. Ho passato l’infanzia nel laboratorio sartoriale della migliore amica di mia madre. Rimodernava pellicce, confezionava capelli su misura e acconciature da sposa, mi ha insegnato tutto quello che so sul galateo e moltissimo della moda. Ricordo uno specchio gigantesco davanti al quale mi divertivo a provare tutto quello che trovavo nei manichini.
Anche i grandi film del passato per me sono stati una scuola, attrici come Audrey, Marilyn, Grace… un esempio di eleganza e raffinatezza innata. Per i miei concerti e spettacoli cerco sempre di indossare il capo adatto all’occasione in considerazione di molti fattori, l’ambiente, la clientela, lo stile di musica scelto… mi aiuta ad entrare nel personaggio e allo stesso tempo farmi sentire me stessa.
Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi?
Il prossimo anno ci saranno molte sorprese in arrivo, la prima sarà una nuova tournée, nel periodo primaverile in paesi che desidero visitare da moltissimo tempo, ancora non posso rivelare quali, ma seguitemi e vi terrò aggiornati!
Parlando invece di obiettivi futuri preferisco sempre restare un pochino sul vago perchè ci sono alcuni progetti in cantiere e quando saranno più concreti potrò raccontare tutto, ma posso certamente anticipare che negli anni a venire la mia attività di cantante avrà degli sviluppi, una conseguenza dovuta a tanti anni di esperienza ma anche voglia di mettersi maggiormente in gioco.
Il mio obiettivo, ma preferisco definirlo desiderio è quello di portare la mia voce nel mondo, credo sia piuttosto palese quanto io ami questo lavoro ma soprattutto quanto ami farlo nel mondo, perciò cercherò di concentrarmi in questo.
Sicuramente ci sarà un’altra collaborazione straordinaria con Antonia Jean nella prossima edizione del CMIV che sarà ancora più entusiasmante della precedente!
L’intervista a Lara Pasquali restituisce il ritratto di un’artista completa, in costante evoluzione, che vive la musica come un’esperienza totale: tecnica, emotiva e umana. Tra sperimentazione, palchi internazionali, eventi su misura e nuovi progetti all’orizzonte, emerge una voce che non cerca etichette ma verità, bellezza e connessione. Con lo sguardo rivolto al futuro e il cuore radicato nelle proprie radici, Lara continua a portare la sua musica nel mondo, trasformando ogni esibizione in un incontro unico e irripetibile. Un percorso che promette ancora molte sorprese, da seguire passo dopo passo.
Per seguire il suo lavoro e restare aggiornati sui prossimi progetti, è possibile visitare il sito www.larapasquali.com e il profilo Instagram @lara_pasquali_music.
ph – Alessandro Casonato
ph – Giacomo Terracciano