Il dibattito sull’utilizzo degli asset russi congelati continua a dividere i partner europei. Mentre la Banca centrale russa annuncia nuove azioni legali, il Consiglio europeo discute se e come impiegare tali fondi per sostenere la ricostruzione dell’Ucraina.
Fonti comunitarie confermano che l’operazione richiederebbe un accordo unanime e solide garanzie giuridiche per evitare ripercussioni economiche e diplomatiche. La presidente della BCE Christine Lagarde ha preferito non prendere posizione, limitandosi a ribadire che la decisione spetterà ai governi.
La questione resta aperta e pone l’UE di fronte a una scelta difficile: promuovere la solidarietà verso Kiev senza compromettere la stabilità del sistema finanziario europeo.
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