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Ucraina nel Mediterraneo: colpita petroliera della “flotta ombra” russa

by Mariateresa Quattrone
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Ucraina

Per la prima volta dall’inizio del conflitto, il raggio d’azione dei droni ucraini si estende fino al cuore del Mediterraneo. Un’operazione condotta dal Servizio di Sicurezza di Kiev (SBU) ha centrato la petroliera Qendil, unità facente parte della cosiddetta “flotta ombra” (shadow fleet) utilizzata dal Cremlino per esportare greggio in violazione delle restrizioni internazionali.

Secondo quanto riferito dall’agenzia Reuters, che cita fonti dirette dell’intelligence ucraina, l’attacco è avvenuto a una distanza record di oltre 1.600 chilometri dai confini ucraini. Sebbene la nave fosse vuota al momento dell’impatto, i danni riportati sono stati definiti “gravi”.

 

L’obiettivo non era solo materiale ma altamente strategico: la Qendil è identificata dagli analisti come uno dei vettori chiave per il finanziamento della macchina bellica russa attraverso il mercato nero dell’energia. Colpire nel Mediterraneo dimostra la capacità di Kiev di minacciare gli interessi russi ben oltre il bacino del Mar Nero.

Non si è fatta attendere la risposta di Mosca. Il presidente Vladimir Putin ha definito l’azione un “atto di terrorismo marittimo” che mette a rischio la sicurezza delle rotte commerciali internazionali: “Risponderemo con attacchi ancora più duri e sistematici contro le infrastrutture critiche ucraine”, ha dichiarato il leader russo, lasciando presagire una nuova escalation di raid missilistici sul territorio ucraino.

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