Il governo chiude una porta sulle pensioni anticipate: un emendamento alla Manovra 2026 sopprime la norma introdotta lo scorso anno, che consentiva di cumulare importi da previdenza complementare per accedere prima alla pensione di vecchiaia. La misura, ora cassata, avrebbe alleggerito i requisiti anagrafici per migliaia di lavoratori, ma il dicastero dell’Economia privilegia i conti pubblici.
Il risparmio stimato è sostanzioso: fino a 130,8 milioni di euro annui entro il 2035, in un contesto di spesa pensionistica sotto pressione demografica. “Pare non interessasse a nessuno. A me dispiace, ma evidentemente non è stata ritenuta strategica”, ha commentato il ministro Giancarlo Giorgetti, difendendo la scelta come necessaria per la sostenibilità di lungo termine.
Sindacati e consulenti previdenziali lamentano un passo indietro per i iscritti a fondi pensione, che perdono uno strumento flessibile. Il governo punta invece su altre riforme, come Quota 103 prorogata, per bilanciare equità e bilancio.
Ant Ier