In un clima politico teso ma atteso, il governo ha posto la questione di fiducia alla Camera sulla manovra economica. A presentare formalmente la richiesta è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, confermando così l’intenzione dell’esecutivo di accelerare l’iter di approvazione della legge di bilancio entro la scadenza del 31 dicembre.
L’Aula riprenderà quindi i lavori domani pomeriggio alle 18.40 per le dichiarazioni di voto sulla fiducia. La chiama inizierà alle 20.20, seguita da una seduta notturna che dovrebbe proseguire fino a tarda sera. Il voto finale è previsto per martedì mattina entro le 13, con le dichiarazioni di voto che si terranno a partire dalle 11 e saranno trasmesse in diretta televisiva.
Come da prassi, la fiducia chiesta dal governo rappresenta un passaggio formale ma politicamente significativo. L’obiettivo è blindare un testo che contiene le principali misure economiche per il 2026: dal taglio del cuneo fiscale confermato, agli interventi per sostenere i redditi medio-bassi, fino ai fondi per la sanità pubblica e gli enti locali.
L’opposizione, tuttavia, ha criticato la scelta di porre la fiducia, ritenendola un segnale di debolezza politica e una limitazione del confronto parlamentare. Le forze di minoranza chiedono da settimane maggiore trasparenza e tempi più ampi per discutere gli emendamenti, soprattutto su temi sensibili come le pensioni e il sostegno alle famiglie.
Il governo, dal canto suo, difende la manovra come equilibrata e necessaria per garantire la stabilità dei conti pubblici, in linea con le regole europee. L’approvazione definitiva è attesa in tempi stretti, anche per evitare ritardi nell’avvio delle misure previste a partire da gennaio.
Nel frattempo, gli occhi del Paese restano puntati su Montecitorio, dove nelle prossime ore si scriverà un nuovo capitolo dell’attuale stagione politica.
Ant Ier