Gentili concittadine e gentili concittadini,
questa lettera nasce dall’esigenza di condividere una riflessione pubblica sul presente e sul futuro di Reggio Calabria, in un momento storico in cui la città appare chiamata a compiere scelte decisive sotto il profilo politico, istituzionale e civile.
Da oltre un decennio Reggio Calabria vive una fase di evidente fragilità amministrativa e di indebolimento della propria capacità di governo. L’assenza di una leadership politica autorevole e di una visione strategica di lungo periodo ha prodotto effetti negativi sulla qualità della vita urbana, sulla credibilità delle istituzioni e sulla possibilità di valorizzare pienamente le risorse territoriali, sociali e culturali della città.
Tale condizione appare ancor più evidente se posta in relazione con una fase non lontana della storia recente di Reggio Calabria, quando la città veniva indicata, nel dibattito nazionale, come esempio virtuoso di amministrazione locale.
L’esperienza del cosiddetto “Modello Reggio” rappresentò allora un riferimento concreto di buongoverno urbano: un sistema fondato su programmazione integrata, partecipazione civica, innovazione amministrativa e sinergia tra istituzioni e cittadini.
In quel periodo Reggio non solo produceva politiche pubbliche efficaci, ma generava fiducia, senso di appartenenza e riconoscibilità esterna. Reggio era in Serie A: nel calcio, nel basket, nella pallavolo, e primeggiava nella classifica delle sindacature più apprezzate nel Paese.
La brusca interruzione di quell’esperienza, a seguito di una profonda crisi politico-amministrativa e giudiziaria, ha segnato una frattura strutturale nel rapporto tra cittadini e sfera pubblica. Da essa sono derivati disaffezione politica, riduzione della partecipazione democratica e una progressiva normalizzazione dell’astensionismo come forma dominante di rapporto con le istituzioni.
Uno degli effetti più gravi di questo lungo declino è rappresentato dall’intensificarsi dell’emigrazione giovanile, oggi più marcata rispetto al passato. La fuoriuscita di giovani formati e qualificati configura una vera e propria fuga di cervelli, con costi elevatissimi per il futuro della città. In questa dinamica si inserisce anche la preoccupazione di chi è genitore, nel constatare come Reggio perda sistematicamente il proprio capitale umano migliore, che dovrebbe invece costituire la risorsa strategica su cui fondare ogni ipotesi di sviluppo e di rinnovamento democratico.
Nonostante ciò, tra i cittadini rimasti si avverte il riemergere di una domanda di riscatto e di partecipazione, ancora fragile ma significativa. Le prossime elezioni comunali rappresentano, in questo senso, un passaggio cruciale: un’occasione per ricostruire una cittadinanza politica consapevole, selezionare una classe dirigente credibile e riattivare un progetto comunitario di governo della città.
Rimettere al centro l’eredità del Modello Reggio non significa nostalgia, ma assunzione di responsabilità storica: dimostrare che un’altra Reggio è stata possibile e può tornare ad esserlo. In questa prospettiva, chi scrive intende dichiarare apertamente la propria disponibilità a contribuire in prima persona a questo processo di ricostruzione civile e politica, mettendo a disposizione impegno, esperienza e senso di responsabilità, nella convinzione che solo attraverso una partecipazione diretta e consapevole sia possibile invertire la rotta.
L’obiettivo resta quello di restituire a Reggio Calabria un ruolo coerente con la sua storia, la sua posizione geografica e la sua vocazione mediterranea, attraverso istituzioni legittimate, partecipazione diffusa e una visione politica all’altezza delle sfide contemporanee.
Auguri alle Reggine ed ai Reggini. Buon Anno 2026
Dott. Saverio Giuseppe Laganà (Politico per passione)

foto di GNS