Nel corso di un intervento dedicato alla libertà di stampa e alla tutela degli operatori dell’informazione, il Governo ha ribadito il proprio impegno nel garantire condizioni di sicurezza adeguate ai giornalisti, in particolare a coloro che operano all’estero o in aree di conflitto. Un tema che, come ricordato, era stato posto al centro dell’agenda già un anno fa e che oggi torna con forza alla luce dei numeri e delle testimonianze richiamate dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli.
La Presidente del Consiglio ha espresso solidarietà e gratitudine verso i reporter che, spesso in condizioni estreme, permettono all’opinione pubblica di accedere a realtà altrimenti invisibili: dalle zone di guerra ai territori segnati dalla criminalità organizzata. Un lavoro che, anche in tempi recenti, è costato la vita a diversi professionisti. Da qui il sostegno alla proposta di legge – già approvata alla Camera e ora al Senato – per l’istituzione di una Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro.
Formazione e assicurazioni obbligatorie per gli inviati in aree a rischio
Tra le misure concrete, il Governo ha ricordato l’inserimento nel decreto Ucraina dell’obbligo di formazione sulla sicurezza e di copertura assicurativa per i giornalisti autonomi inviati in zone ad alto rischio. Una norma che diventerà operativa grazie alle risorse stanziate per il 2026, destinate agli editori che ne faranno richiesta.
Accanto alle tutele preventive, è stata ribadita la condanna per gli episodi di intimidazione che hanno colpito giornalisti e redazioni anche in Italia, incluso l’assalto alla sede de La Stampa. “La libertà di stampa è un presupposto fondamentale della salute democratica di una Nazione”, ha sottolineato la Presidente.
Direttiva anti‑SLAPP: recepimento nei tempi, ma limiti chiari
Sul fronte normativo, il Governo ha confermato che il recepimento della direttiva europea anti‑SLAPP avverrà entro la scadenza del 7 maggio. È stato però precisato che l’estensione delle tutele al livello nazionale non è possibile, poiché la direttiva riguarda esclusivamente le controversie transfrontaliere. L’ordinamento italiano, è stato ricordato, già prevede strumenti contro l’abuso del processo e le liti temerarie.
Intrusioni informatiche: il COPASIR esclude l’uso di Graphite
È stata affrontata anche la vicenda delle presunte intrusioni nei dispositivi di alcuni giornalisti. Il COPASIR, nella relazione del giugno 2025, ha escluso l’utilizzo del sistema Graphite nei loro confronti, mentre due procure proseguono le indagini. Le agenzie di intelligence, ha assicurato il Governo, stanno fornendo piena collaborazione.
Radio Radicale, Agenzia Dire, GEDI: i dossier aperti sull’editoria
Sul piano editoriale, l’Esecutivo ha annunciato un emendamento al Milleproroghe per garantire a Radio Radicale un contributo straordinario destinato alla digitalizzazione dell’archivio storico. Per l’Agenzia Dire è stata sollecitata la regolarizzazione delle retribuzioni arretrate, mentre è stato riattivato il contratto di fornitura con la Presidenza del Consiglio.
Riflettori accesi anche sul gruppo GEDI: il Sottosegretario Barachini ha incontrato vertici, CDR e rappresentanze sindacali, oltre all’imprenditore greco Theodore Kyriakou, potenziale acquirente. L’obiettivo dichiarato è la tutela dei livelli occupazionali.
Equo compenso e rinnovo del contratto: “Siamo dalla vostra parte”
Il Governo ha assicurato che entro febbraio saranno pronte le tabelle necessarie per completare il provvedimento sull’equo compenso, definito “una priorità”. Quanto al rinnovo del contratto giornalistico, è stato ribadito che la competenza non è governativa, pur riconoscendo la legittimità delle rivendicazioni e garantendo moral suasion.
Il futuro della professione: l’impatto dell’intelligenza artificiale
In chiusura, il Presidente ha invitato a un confronto più ampio sul futuro del giornalismo, alla luce delle trasformazioni tecnologiche e dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro. “Rischiamo che tra qualche decennio la professione del giornalista, come molte altre, non esista più”, ha avvertito, richiamando il dibattito avviato al G7. Un appello a costruire insieme nuove forme di tutela e di riconoscimento professionale.
Ile And