Non si placa la tensione lungo l’asse israelo-libanese. Nonostante la tregua in vigore, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno lanciato nelle ultime ore una vasta operazione aerea in “diverse aree” del Libano, colpendo infrastrutture chiave di Hezbollah. L’attacco giunge in un momento di estrema fragilità diplomatica, proprio mentre il governo di Beirut tenta di dare attuazione al piano di disarmo del “Partito di Dio”.
Secondo il comunicato ufficiale diffuso dal comando militare israeliano, i raid hanno colpito: Siti di produzione e stoccaggio: Fabbriche di armamenti e depositi utilizzati per la manutenzione e il potenziamento dell’arsenale del gruppo sciita; Postazioni di lancio: Lanciarazzi e strutture militari attive, secondo l’IDF, per preparare attacchi contro il territorio israeliano; Operativi sul campo: Un presunto miliziano di Hezbollah è stato colpito nell’area di Zaita, nel sud del Paese.
L’esercito israeliano ha giustificato l’azione definendola una risposta alle “continue violazioni degli accordi” da parte di Hezbollah. Di contro, l’agenzia libanese Ani ha confermato bombardamenti non solo nel Sud, ma anche nella Valle della Bekaa, roccaforte strategica del movimento a est, lontano dalla linea di confine.
L’escalation militare si intreccia con il difficile processo di stabilizzazione. Giovedì 8 gennaio, l’esercito libanese aveva annunciato il completamento della “prima fase” del piano di disarmo di Hezbollah nella fascia compresa tra la Blue Line (il confine di fatto) e il fiume Litani.
Sebbene Washington stia esercitando forti pressioni su Beirut affinché riprenda il pieno controllo del territorio, la risposta di Israele rimane scettica. L’ufficio del Premier Benjamin Netanyahu ha definito i progressi libanesi come un “inizio incoraggiante”, ma ha chiarito che i passi compiuti finora sono “ben lontani dall’essere sufficienti” per garantire la sicurezza del nord di Israele.
Nonostante il cessate il fuoco teorico, la realtà sul campo parla di una pace armata in quanto Israele mantiene il controllo di cinque punti strategici in territorio libanese, l’aviazione israeliana continua a operare per impedire il riarmo di Hezbollah, indebolito dal conflitto del novembre 2024 ma ancora attivo e infine al momento, i raid odierni non sembrano aver causato morti tra i civili, concentrandosi prevalentemente su obiettivi logistici.