Un richiamo forte, pronunciato con la calma che lo contraddistingue ma con un’urgenza che non lascia spazio a interpretazioni. Durante l’Angelus, Papa Leone ha rivolto il suo pensiero alle crisi che continuano a scuotere il Medioriente e l’Europa orientale, ricordando come la pace non sia mai un traguardo scontato, ma un percorso che richiede volontà, coraggio e responsabilità condivisa.
Il Pontefice ha citato in particolare Iran e Siria, Paesi dove le tensioni persistenti continuano a provocare vittime e instabilità. “Auspico e prego che si coltivino con pazienza il dialogo e la pace, perseguendo il bene comune dell’intera società”, ha affermato, sottolineando come la popolazione civile sia sempre la prima a pagare il prezzo dei conflitti. Un messaggio che arriva in un momento delicato, segnato da nuovi episodi di violenza e da un clima politico internazionale ancora fragile.
Papa Leone ha poi rivolto l’attenzione all’Ucraina, dove gli attacchi alle infrastrutture energetiche aggravano una situazione già drammatica, resa ancora più difficile dal freddo intenso. “Prego per chi soffre e rinnovo l’appello a cessare le violenze e raggiungere la pace”, ha dichiarato, ricordando come la guerra continui a colpire famiglie, lavoratori, anziani e bambini, spesso costretti a vivere senza elettricità o riscaldamento.
Il messaggio del Pontefice si inserisce in un quadro globale in cui i conflitti sembrano moltiplicarsi, mentre gli sforzi diplomatici faticano a trovare spazi concreti. Le sue parole, tuttavia, rappresentano un invito a non rassegnarsi e a mantenere viva la ricerca di soluzioni condivise.
Un appello che chiama in causa governi, istituzioni internazionali e società civile, affinché la pace non resti un concetto astratto ma diventi un obiettivo concreto e quotidiano. (foto di repertorio)
PE