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Iran, crisi diplomatica: convocati gli ambasciatori europei. Trump: “Pechino e Teheran vogliono negoziare”

Tensione altissima a Teheran: il ministro Araghchi accusa l'Europa di ingerenza, mentre Washington valuta l'opzione di attacchi informatici in risposta alla repressione delle proteste.

by Mariateresa Quattrone
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Iran - Pakistan - Afghanistan

Il governo iraniano alza il muro contro l’Occidente mentre il Paese è scosso da ondate di proteste antigovernative. In un’azione diplomatica coordinata, il Ministero degli Esteri di Teheran ha convocato formalmente i rappresentanti diplomatici di Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna.

Il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, ha ricevuto gli ambasciatori per una sessione dai toni duri. Secondo quanto riportato dalla BBC, ai diplomatici sono stati mostrati filmati delle proteste scelti dal governo per evidenziare quelle che Teheran definisce “violenze di vandali e rivoltosi”.

La posizione ufficiale dell’Iran è netta: Qualunque forma di sostegno politico o mediatico alle manifestazioni è considerata un’intrusione illecita negli affari interni dello Stato. Inoltre La scelta dei Paesi coinvolti non è casuale, trattandosi delle nazioni che hanno espresso il sostegno più esplicito alle istanze dei manifestanti.

 

Parallelamente alla crisi diplomatica con l’Europa, si aggrava il confronto con Washington. Secondo un’indiscrezione del Telegraph, l’amministrazione statunitense starebbe pianificando operazioni di cyber-warfare contro le infrastrutture strategiche iraniane. L’obiettivo sarebbe quello di “punire” la leadership di Teheran per la violenta repressione del dissenso interno.

Nonostante la retorica bellicosa, restano aperti spiragli diplomatici, seppur controversi: a bordo dell’Air Force One, il Presidente Donald Trump ha dichiarato che la leadership iraniana avrebbe espresso il desiderio di negoziare a seguito delle minacce di azione militare: “Hanno chiamato sabato, vogliono un incontro”, ha affermato il tycoon, pur non escludendo azioni di forza preventive.

Inoltre il canale diplomatico: Teheran, per bocca del portavoce Esmaeil Baghaei, ha confermato che i canali di comunicazione tra il ministro Araghchi e l’inviato speciale americano Steve Witkoff restano operativi. “Abbiamo sempre aderito al principio della diplomazia e della negoziazione bilaterale”, ha dichiarato Baghaei alla TV di Stato, tentando di bilanciare la fermezza interna con la necessità di evitare un’escalation militare diretta con gli Stati Uniti.

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