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Corea del Sud: chiesta la pena di morte per l’ex Presidente Yoon Suk Yeol

L'accusa di "capo di un'insurrezione" per il tentativo di imporre la legge marziale nel 2024. La sentenza è attesa per febbraio, ma il Paese non esegue condanne capitali dal 1997

by Mariateresa Quattrone
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La Procura speciale della Corea del Sud ha chiesto ufficialmente la pena di morte per l’ex presidente Yoon Suk Yeol, accusato di insurrezione per il fallito tentativo di imporre la legge marziale nel dicembre 2024. La richiesta è stata formulata dal team del procuratore speciale Cho Eun-suk durante l’udienza finale presso il Tribunale distrettuale centrale di Seul, come riferito dall’agenzia di stampa nazionale Yonhap. Secondo l’accusa, Yoon avrebbe agito con il deliberato obiettivo di “sovvertire l’ordine democratico, assumere il controllo del Parlamento e della magistratura per garantirsi una permanenza illimitata al potere”.

Il caso affonda le radici negli eventi drammatici dello scorso inverno: 3 dicembre 2024: Yoon dichiara improvvisamente la legge marziale in diretta TV, accusando l’opposizione di attività filo-nordcoreane. 4 dicembre 2024: Nonostante l’assedio dei militari, l’Assemblea Nazionale vota all’unanimità per la revoca del provvedimento, costringendo Yoon a fare marcia indietro. 15 gennaio 2025: L’ex leader viene tratto in arresto. 4 aprile 2025: La Corte Costituzionale conferma formalmente l’impeachment, decretando la fine definitiva del suo mandato.

 

Il dibattimento finale è durato oltre 11 ore, durante le quali la Procura ha presentato una complessa ricostruzione probatoria contro gli otto imputati, tra cui figura anche l’ex ministro della Difesa Kim Yong-hyun. La linea difensiva ha tentato una mossa di forte impatto retorico: i legali di Yoon hanno respinto ogni accusa, arrivando a paragonare l’ex presidente a figure storiche perseguitate come Galileo Galilei e Giordano Bruno, sostenendo la tesi di un processo politico volto a colpire un leader ingiustamente accusato.

Se condannato per insurrezione, Yoon diventerebbe il terzo ex capo di Stato sudcoreano a subire una simile sentenza per crimini contro lo Stato, seguendo il precedente dei leader militari legati al colpo di Stato del 1979. Tuttavia, gli esperti legali sottolineano la natura quasi esclusivamente simbolica della richiesta della pena capitale. La Corea del Sud è considerata un paese abolizionista di fatto: sebbene la pena di morte sia ancora presente nel codice penale, non viene eseguita alcuna esecuzione dal dicembre 1997. La sentenza di primo grado è attesa per l’inizio di febbraio 2026.

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