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Crisi Iran, Trump ai manifestanti: “L’aiuto è in arrivo”. Mosca accusa: “Ricatto sfacciato”

Il tycoon minaccia dazi al 25% per i partner di Teheran. Tensioni altissime dopo il bilancio di 12.000 vittime denunciato dalle opposizioni. Tajani convoca l'ambasciatore iraniano alla Farnesina

by Mariateresa Quattrone
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Donald Trump

Si aggrava lo scontro diplomatico intorno alle proteste che da due settimane scuotono la Repubblica Islamica dell’Iran. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è intervenuto direttamente a sostegno dei manifestanti, mentre la Russia ha condannato duramente quella che definisce una “destabilizzazione esterna”.

Attraverso la piattaforma Truth, Il Presidente ha esortato i manifestanti a “prendere il controllo delle istituzioni”, assicurando che “l’aiuto è in arrivo”. Trump ha inoltre annunciato misure drastiche per isolare Teheran: imposizione di dazi del 25% su tutte le attività commerciali con gli USA per qualsiasi Paese che continui a fare affari con l’Iran: cancellazione di tutti i canali di dialogo con i funzionari iraniani. Il Presidente ha intimato di documentare gli abusi, promettendo che i responsabili della repressione “pagheranno un prezzo altissimo”.

Il Cremlino ha reagito con fermezza tramite la portavoce Maria Zakharova, definendo le minacce americane “categoricamente inaccettabili” e accusando Washington di sfruttare le tensioni sociali per distruggere lo Stato iraniano. Sul fronte interno, il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha giustificato ad Al Jazeera il blocco totale di internet (iniziato l’8 gennaio) come misura necessaria contro “operazioni terroristiche guidate dall’estero”, negando che il blackout serva a coprire la repressione violenta delle manifestazioni, originariamente nate per motivi economici.

 

Mentre le comunicazioni telefoniche internazionali sono state ripristinate nelle ultime ore, l’accesso alla rete rimane paralizzato (monitoraggio Netblocks). Nonostante il silenzio informativo imposto da Teheran, l’emittente d’opposizione Iran International ha diffuso un bilancio drammatico: Vittime: Almeno 12.000 morti in 14 giorni, la maggior parte dei quali sotto i 30 anni. Fonti: Dati incrociati tra uffici presidenziali, testimonianze ospedaliere e resoconti interni ai Pasdaran (IRGC).

L’Alto Commissario ONU per i diritti umani, Volker Türk, si è detto “inorridito”, chiedendo l’immediata cessazione delle uccisioni di manifestanti pacifici. In Italia, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato alla Camera la convocazione dell’ambasciatore iraniano Mohammad Reza Sabouri per martedì 13 gennaio. “Il dialogo non significa accettazione passiva della violenza di un regime contro i propri cittadini”, ha dichiarato il titolare della Farnesina, definendo “assolutamente inaccettabile” il prezzo di sangue pagato dai manifestanti nelle piazze.

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