Il 2025 entra nei libri di storia come il terzo anno più caldo mai misurato. La temperatura media globale ha raggiunto i 14,97 gradi Celsius. Questo dato emerge dal report di Copernicus, il servizio di monitoraggio climatico dell’Unione Europea. Solo lo 0,01 gradi in meno rispetto al 2023. E 0,13 gradi sotto il picco del 2024, l’anno record assoluto.
Gli esperti parlano chiaro. Gli ultimi tre anni hanno visto temperature medie superiori di oltre 1,5 gradi rispetto al periodo preindustriale, tra il 1850 e il 1900. È la prima volta che un triennio intero supera questa soglia. L’Accordo di Parigi puntava a contenerla per evitare rischi gravi. Ora il limite potrebbe arrivare entro fine decennio.
Due fattori principali spingono il caldo. Prima, i gas serra accumulati in atmosfera dalle emissioni umane. Le foreste assorbono meno anidride carbonica. Secondo, mari più caldi del solito. El Niño ha amplificato il fenomeno, insieme a variazioni oceaniche. L’Antartide tocca il record assoluto di temperatura annuale. L’Artide è seconda. Sulle terre emerse, il 2025 è al secondo posto.
L’Europa non è immune. Anzi, si scalda più velocemente del pianeta. Media di 10,41 gradi, terza più alta. +1,17 gradi sulla media 1991-2020. Il 2024 resta primo con 10,69. L’Italia ne porta le conseguenze. Nel 2025, 376 eventi meteo estremi. Allagamenti, venti forti, frane, ondate di calore. Danni per miliardi di euro. Lombardia, Sicilia e Toscana tra le più colpite. Province come Genova e Messina in testa.
Legambiente conta 139 allagamenti da piogge intense. 86 danni da vento. 37 esondazioni fiumi. 33 frane. Temperature record su del 94%. Aumento del 5,9% rispetto al 2024. L’estate ha lasciato un conto salato. Inondazioni e siccità costeranno all’Italia 34 miliardi entro 2029. L’Europa prevede 126 miliardi da eventi simili. Spagna e Italia in prima linea.
Cosa significa per noi? Estate 2025 con picchi a 16,68 gradi globali a luglio. In Italia, ondate di calore e piogge improvvise colpiscono campi e città. Agricoltori in Calabria e Sicilia lottano con siccità alternate a nubifragi. Il cambiamento incide sul quotidiano. Più rischi per salute, raccolti e infrastrutture. Serve agire. Ridurre emissioni. Investire in resilienza. L’Ue spinge su fondi verdi. L’Italia prepara piani anti-disastri.
Gli scienziati avvertono. Gli ultimi 11 anni sono i più caldi di sempre. Senza frenata, gli eventi estremi cresceranno. Ma soluzioni esistono. Transizione energetica pulita. Protezione coste e monti. In Calabria, iniziative locali promuovono risparmio idrico e riforestazione. Un passo verso un futuro più stabile. Il 2025 ci insegna: il clima non aspetta.
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