La compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA ha avviato la riapertura dei pozzi chiusi negli anni dell’embargo imposto dagli Stati Uniti, segnando un cambio di passo nella politica energetica del Paese. Le prime due super petroliere sono già salpate dai terminal venezuelani con un carico complessivo di quasi quattro milioni di barili di greggio, destinati al mercato americano.
Si tratta delle prime spedizioni successive all’intesa che prevede la fornitura fino a 50 milioni di barili, un accordo che riapre un canale commerciale rimasto bloccato per settimane e che aveva aggravato il declino dell’industria petrolifera nazionale. La ripresa delle esportazioni rappresenta per Caracas un tentativo di rilanciare un settore strategico, mentre per Washington è un tassello nella diversificazione delle fonti energetiche.
La riattivazione dei pozzi, tuttavia, non cancella le criticità strutturali del comparto venezuelano, segnato da anni di sottoinvestimenti, sanzioni e calo produttivo. La sfida ora sarà trasformare questa finestra diplomatica in una ripartenza stabile e sostenibile.
Ant Ier