Un nuovo decesso eccellente scuote i circoli di potere moscoviti. Alexei Sklyar, 50 anni, già viceministro del Lavoro e della Protezione Sociale tra il 2018 e il 2022, è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Popovka, nel distretto residenziale di Novaja Moskva.
Sebbene le autorità locali e le principali agenzie di stampa statali parlino apertamente di un gesto volontario, il caso presenta contorni ancora da chiarire. L’agenzia Moskva, citando fonti investigative, riferisce che l’ex alto funzionario si sarebbe tolto la vita utilizzando un’arma da fuoco.
A rendere il caso più complesso sono le indiscrezioni trapelate sui media russi riguardo alle ultime ore di Sklyar. Secondo il quotidiano Kommersant, l’ex viceministro avrebbe affidato ai social network un messaggio di commiato dal contenuto drammatico, nel quale avrebbe mosso pesanti accuse personali verso la moglie, indicandola come causa scatenante della sua decisione.
Tuttavia, il quadro delle testimonianze rimane frammentato: Tass e Izvestia: Confermano il decesso e la tesi del suicidio, basandosi sui primi rilievi§; Kommersant: Focalizza l’attenzione sul movente privato e sul messaggio digitale; Profilo professionale: Sklyar era un tecnico di alto profilo, responsabile per quattro anni della complessa transizione verso la digitalizzazione dei servizi governativi russi.
Il decesso di Sklyar si inserisce in una scia di morti improvvise o violente che hanno coinvolto ex funzionari, manager di Stato e oligarchi russi negli ultimi anni. Sebbene in questo caso emergano dettagli legati a dissidi familiari, la notizia ha immediatamente catturato l’attenzione degli osservatori internazionali per il ruolo di rilievo ricoperto dall’uomo all’interno dell’apparato burocratico della Federazione.