Si è concluso con un netto via libera da parte di Camera e Senato il voto sulla risoluzione di maggioranza relativa alle comunicazioni del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in merito alla proroga dell’invio di mezzi e materiali militari all’Ucraina. Durante le repliche in Aula, il titolare della Difesa ha voluto respingere con fermezza le accuse di militarismo: “Aiutare una nazione aggredita a difendersi non è una scelta bellicista, ma un atto di sostegno alla legalità internazionale”, ha dichiarato Crosetto.
Il Ministro ha poi ribadito la linea strategica del governo italiano: sebbene il supporto militare sia necessario per mantenere l’equilibrio sul campo, l’obiettivo finale rimane la ricerca di una soluzione diplomatica che possa porre fine al conflitto. Parallelamente, da Mosca, Vladimir Putin è tornato a parlare dei rapporti tra la Federazione Russa e il Vecchio Continente. Ricevendo le credenziali di 34 nuovi ambasciatori (tra cui i rappresentanti di vari Paesi UE), il Presidente russo ha sottolineato la profondità dei legami passati, pur non nascondendo l’attuale gelo diplomatico.
Putin ha riconosciuto che le relazioni con l’Europa, Italia inclusa, affondano le radici in un patrimonio storico e culturale condiviso, ma ha ammesso che lo stato attuale dei rapporti internazionali “lascia molto a desiderare”. Un’affermazione che suona come un richiamo alla distanza siderale che oggi separa il Cremlino dalle cancellerie europee in seguito all’invasione dell’Ucraina.