L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha aperto due indagini sulla società proprietaria di due famosi videogiochi. Tutto ruota intorno a Call of Duty Mobile e Diablo Immortal. Giochi presentati alle volte come gratuiti, ma con meccanismi che spingono a spendere.
L’Antitrust sospetta design manipolativi nelle interfacce. Messaggi continui esortano a giocare di più. Notifiche push avvertono di perdere bonus a tempo. Così i giocatori comprano pacchetti per avanzare. Questo viola il Codice del Consumo. Il settore è sensibile: rischio dipendenza alto, specie tra i giovani. Gli acquisti in-game apparirebbero confusi. in molti non capiscono cosa pagano davvero e l’Autorità vuole chiarire se queste tattiche ingannano i consumatori.
Il parental control preimpostato sarebbe debole. L’Antitrust verifica anche i consensi dati da minori ai dati personali. Spesso sembrerebbero obbligatori, inclusa la profilazione commerciale.
Codacons applaude all’indagine e ricorda un esposto del 2020 su pratiche scorrette. I bambini, più vulnerabili, rischiano dipendenza e spese non volute le grafiche accattivanti mirano proprio a loro.
Le informative sui diritti sono inadeguate. Molti rinunciano al ripensamento senza saperlo. Peggio: l’azienda blocca account unilateralmente. Niente motivazioni chiare. Zero assistenza o appello. Risultato? Perdita totale dei soldi spesi in contenuti digitali, a volte migliaia di euro.
Questi giochi contano milioni di utenti. Free to play genera introiti enormi da acquisti. Diablo Immortal e Call of Duty dominano mobile. Indagini potrebbero cambiare regole.
Le istruttorie dell’Antitrust dureranno mesi ma alla fine potrebbero esserci possibili multe pesanti se vi saranno conferme di infrazioni.
PE