Notte di emergenza nel Canale di Sicilia. Centouno migranti sono stati soccorsi e condotti in porto a Pozzallo dopo che il barcone su cui viaggiavano era stato segnalato in difficoltà a largo della costa, in un tratto di mare che da anni è uno dei principali punti di transito delle rotte verso l’Europa.
L’allerta è scattata intorno alle 19, quando alla Guardia costiera è giunta la segnalazione di un’imbarcazione sovraccarica a sud-est di Pozzallo, a circa 50 miglia nautiche dalla riva. La centrale operativa ha disposto l’uscita di una motovedetta dal porto ragusano e di un secondo mezzo da Siracusa, coordinando l’intervento per raggiungere il barcone prima che le condizioni del mare e della notte peggiorassero la situazione.
Dopo ore di navigazione, le unità della Guardia costiera hanno intercettato il mezzo, che procedeva lentamente e in condizioni precarie. A bordo, oltre un centinaio di persone stipate nello spazio ridotto dell’imbarcazione, tra cui 11 donne. Secondo le prime informazioni, molti erano provati dal viaggio, ma non risultano al momento situazioni di particolare gravità sanitaria, anche se diversi migranti sono stati accompagnati per accertamenti.
Le operazioni di trasbordo sono iniziate in piena notte, con il supporto delle dotazioni di sicurezza e il personale impegnato a garantire salvagenti e assistenza a ciascuno. Una volta completato il passaggio dalle imbarcazioni di fortuna ai mezzi della Guardia costiera, il convoglio ha fatto rotta verso Pozzallo, dove l’arrivo è avvenuto poco dopo l’una. Lo sbarco si è concluso intorno alle 2, con le procedure di identificazione e i primi controlli a terra.
Nel porto erano stati allestiti punti di accoglienza temporanei con tende, coperte e assistenza di base. Sul molo erano presenti personale sanitario, mediatori culturali e operatori delle organizzazioni umanitarie impegnati nel primo sostegno psicologico, spesso indispensabile dopo viaggi che durano giorni e attraversano aree di conflitto e instabilità. Per i più fragili, in particolare donne e giovani, sono state predisposte sistemazioni dedicate.
Gli investigatori stanno raccogliendo informazioni sui trafficanti che avrebbero organizzato la traversata, cercando di ricostruire il punto di partenza e la rotta seguita dall’imbarcazione. Le testimonianze dei migranti potrebbero consentire di individuare nuove basi logistiche sulle coste nordafricane e di collegare questo episodio ad altre partenze registrate nelle ultime settimane.
L’episodio di Pozzallo si inserisce in un quadro di sbarchi che, pur alternando fasi di calo e di ripresa, continuano a interessare in modo particolare i porti siciliani e del Sud Italia. Le condizioni meteo favorevoli, unite alla persistente instabilità in alcune aree di origine e transito, favoriscono nuove partenze su mezzi inadeguati che mettono a rischio la vita di chi tenta la traversata.
Per le autorità e per le comunità locali resta la sfida di coniugare sicurezza, rispetto delle norme e tutela della vita umana in mare. A Pozzallo, come in altri porti del Mediterraneo, la risposta istituzionale si intreccia con il lavoro quotidiano di associazioni e volontari, che continuano a offrire supporto a chi arriva dopo viaggi lunghi e pericolosi, spesso l’unica via percepita per cercare un futuro diverso.
Federica Romeo