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Zelensky rinuncia a Davos dopo i raid russi, Macron frena sull’ipotesi di un G7 con Mosca

by Mariateresa Quattrone
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Emmanuel Macron

Volodymyr Zelensky non parteciperà al Forum economico mondiale di Davos. La decisione arriva mentre la guerra in Ucraina entra nel suo giorno numero 1.427, all’indomani di una nuova ondata di attacchi russi che ha colpito infrastrutture energetiche e aree civili. A riferirlo è un funzionario ucraino citato da Axios, secondo cui il presidente potrebbe comunque recarsi in Svizzera solo nel caso in cui fosse confermato un incontro bilaterale con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante il quale potrebbe essere firmato un “accordo di prosperità”.

 

 

Zelensky ha inoltre fatto sapere di essere stato invitato a far parte del Board of Peace, ma di non poter immaginare una collaborazione che lo vedrebbe operare accanto al presidente russo Vladimir Putin. Intanto, a Davos, Emmanuel Macron ha chiarito che non è prevista alcuna riunione del G7 giovedì a Parigi, smentendo l’ipotesi circolata dopo la diffusione di un suo messaggio privato indirizzato a Trump. In quel testo, reso pubblico dal presidente statunitense, si accennava alla possibilità di invitare anche rappresentanti russi “a margine” di un eventuale incontro. Una prospettiva che ha immediatamente sollevato interrogativi diplomatici e che l’Eliseo ha ora ridimensionato.

Sul fronte della sicurezza nucleare, è rientrata la preoccupazione per la centrale di Chernobyl, che nelle ore precedenti aveva perso ogni fonte di alimentazione esterna a causa dei bombardamenti russi. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica aveva segnalato la criticità, ma il direttore dell’impianto ha successivamente confermato che la situazione radiologica è sotto controllo e che non vi è alcuna minaccia per l’ambiente o la popolazione.

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