Non accenna a placarsi la tempesta geomagnetica che da tre giorni sta interessando il nostro pianeta. Secondo l’ultimo monitoraggio del Centro di previsione meteorologica spaziale della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), la tempesta iniziata lo scorso 19 gennaio mantiene un’intensità rilevante, attestandosi attualmente al livello G3 (“strong”) della scala di riferimento.
Il fenomeno ha raggiunto il suo picco nella giornata di ieri, toccando la classe G4, un’intensità tale da classificare l’evento come “severo”. Sebbene la magnitudo sia leggermente calata nelle ultime ore, le perturbazioni di livello G3 continuano a rappresentare una sfida per le infrastrutture tecnologiche terrestri e orbitali.
Gli esperti segnalano possibili criticità nelle linee di trasmissione dell’energia elettrica e potenziali interferenze nei sistemi di comunicazione satellitare. Non si escludono, inoltre, brevi interruzioni o rallentamenti nella navigazione GPS e nelle trasmissioni radio ad alta frequenza.
L’evento, innescato da un’eruzione solare rilevata alle ore 20:38 italiane di lunedì, ha tuttavia offerto uno spettacolo naturale raramente osservabile a certe latitudini. Grazie alla potenza della tempesta, il fenomeno delle aurore si è spinto molto più a sud del consueto, rendendosi visibile in gran parte del continente europeo.
Numerose segnalazioni e testimonianze fotografiche sono giunte anche da diverse regioni italiane, dove il cielo si è tinto di tonalità insolite, regalando agli appassionati un evento di rara suggestione visiva.
Al. Co.