La Procura del Cile ha confermato l’arresto di tre persone sospettate di essere coinvolte nell’innesco dei devastanti incendi boschivi che stanno colpendo le regioni meridionali del Paese. Tra i fermati figura un uomo di 39 anni, già noto alle autorità giudiziarie, ritenuto il principale indiziato per il rogo che ha causato la maggior parte dei decessi registrati nella regione del Bío Bío.
Parallelamente all’attività investigativa, le squadre di soccorso e i Vigili del Fuoco restano impegnati nel contrasto a 18 fronti di fuoco ancora attivi nei territori di Araucanía, Ñuble e Bío Bío. Il bilancio provvisorio dell’emergenza è di 21 vittime, mentre le persone colpite dagli effetti diretti dei roghi sono circa 20.000.
Le autorità inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle indagini, sebbene l’ipotesi della matrice dolosa sia al centro degli accertamenti, supportata anche dalle segnalazioni delle comunità locali. L’obiettivo degli investigatori è ora chiarire l’esatta dinamica degli inneschi e verificare eventuali connessioni tra i diversi focolai che hanno devastato vaste aree del Paese dall’inizio della settimana.
Al. Co.