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Vertice ad Abu Dhabi: Zelensky pronto alla firma, Mosca rilancia l’ultimatum sul Donbass

by Mariateresa Quattrone
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deserto Abu Dhabi

Si apre ad Abu Dhabi il primo incontro trilaterale tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, un appuntamento che arriva all’indomani del vertice notturno al Cremlino tra Vladimir Putin e una delegazione statunitense. Per la prima volta dall’inizio del conflitto, anche rappresentanti ucraini siedono allo stesso tavolo per discutere di sicurezza e di possibili intese economiche legate al percorso verso la fine della guerra.

L’accordo sul formato della riunione, in programma negli Emirati Arabi Uniti tra venerdì e sabato, è stato definito durante i colloqui a Mosca nella notte del 22 gennaio. La conferma è arrivata dal consigliere presidenziale russo Jurij Ushakov, che ha parlato al termine di un incontro durato tre ore e mezza tra Putin e i delegati americani Steve Witkoff, Jared Kushner e Josh Gruenbaum.

 

 

Da Kiev, il presidente Volodymyr Zelensky ha espresso ottimismo, sostenendo che «l’accordo sulle garanzie di sicurezza è pronto per la firma». Ma dal Cremlino arriva un messaggio netto: la Russia considera imprescindibile il ritiro delle forze ucraine dal Donbass come condizione per qualsiasi intesa. «Via i soldati di Kiev dall’Est, se si vuole la pace», è la linea ribadita da Mosca.

Sul fronte europeo, il premier ungherese Viktor Orbán torna ad accusare alcuni Stati membri dell’Unione di ostacolare la conclusione del conflitto. «Ci sono Paesi Ue che non vogliono la fine della guerra», ha dichiarato, alimentando ulteriori tensioni all’interno del blocco. Il vertice di Abu Dhabi si preannuncia dunque come un passaggio delicato, in cui le aperture diplomatiche si intrecciano con condizioni rigide e con un quadro internazionale ancora profondamente diviso.

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