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Trump: “non ritiriamo ICE dal Minnesota” e cautela su azione in Iran

Il Presidente USA intervistato dai reporter alla proiezione di "Melania"

by Fabrizio Pace
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Donald Trump

Donald Trump torna a parlare del Minnesota, stato che gli ha causa non pochi problemi a causa delle notevoli proteste contro il comportamento degli agenti dell’ICE, la Polizia Federale che si occupa di immigrazione negli USA. Durante i controlli territoriali degli agenti vi sono state diverse situazioni discutibili che in alcuni casi si sono concluse con la morte di alcuni soggetti, vicende sulle quali sta investigando la magistratura americana.

Il Presidente ha colto l’occasione della proiezione al Kennedy Center del documentario “Melania” sulla First Lady, e si è intrattenuto con i reporter dichiarando: “Non ritireremo gli agenti dell’Immigrazione. Assolutamente no“.  E su alcune delle persone fermate e coinvolte ha espresso forti dubbi circa la loro effettiva presenza, definendoli agitatori e, forse, sovversivi anche qui le indagini faranno chiarezza dopo la visione dei filmati della videocamere che hanno ripreso gli episodi in questione.

Iran e Medio OrienteTrump ha successivamente parlato dei problemi esteri a cui la sua amministrazione sta cercando di dare soluzione, tra questi quello determinante in questi giorni riguarda l’Iran. Ancora una volta il monito della Casa Bianca a Teheran è quello di interrompere l’arricchimento dell’uranio impoverito per scopi non civili.

Questa volta l’intervento americano potrebbe essere molto più invasivo, tanto è che nell’area del Golfo Persico si stanno recando le navi da guerra dalla Marina Americana.

Ci si aspetta un blitz militare da un momento all’altro. “Molte navi, molto grandi e molto potenti stanno navigando verso l’ Iran proprio ora, sarebbe fantastico se non dovessimo usarle” sono le esatte parole del Presidente.

Il Presidente valuterà sino all’ultimo secondo il comportamento del regime degli ayatollah, ultimamente sotto i riflettori internazionali anche per la dura e sanguinosa repressione contro le proteste interne. Esecuzioni e arresti a tappetto farebbero da triste contorno ai morti uccisi durante i moti delle “piazze” iraniane.

Fabrizio Pace

 

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