Una nuova ondata di attacchi informatici contro obiettivi italiani è stata rivendicata dal gruppo filorusso Noname057(16), che in un messaggio diffuso in rete ha motivato l’azione come risposta al continuo sostegno dell’Italia all’Ucraina. Nel mirino sono finiti l’ambasciata italiana a Washington, i consolati di Sydney, Toronto e Parigi, oltre ad alcuni hotel di Cortina d’Ampezzo, località che ospiterà le Olimpiadi invernali del 2026.
Gli attacchi, di tipo DDoS (Distributed Denial of Service), non hanno provocato interruzioni significative ai servizi online, ma confermano la strategia del collettivo legato a Mosca, che da mesi prende di mira Paesi considerati “ostili” per il loro supporto a Kiev. Nella rivendicazione, gli hacker accusano il governo italiano di mantenere una linea “pro-Ucraina e pro-Atlantico”, ricordando l’estensione degli aiuti militari fino al 2026 e un impegno economico complessivo superiore ai tre miliardi di euro dal 2022.
Gli attacchi contro strutture legate ai Giochi di Milano Cortina erano stati previsti dagli organismi di sicurezza, che hanno predisposto un sistema di difesa cibernetica attivo 24 ore su 24. Nel Technology Operations Centre, cuore della protezione digitale dell’evento, operano in sinergia la Fondazione Milano Cortina, Deloitte, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e la Polizia postale, impegnate nel monitoraggio costante delle reti e nell’individuazione tempestiva di anomalie.
Nonostante la complessità delle minacce, gli esperti confermano che le misure adottate stanno funzionando e che gli attacchi non hanno compromesso infrastrutture critiche. Tuttavia, la pressione degli hacker filorussi dimostra come il fronte digitale resti uno dei terreni più sensibili del conflitto geopolitico in corso.
Ile And