Le relazioni commerciali globali passano per le mani dei leader europei, con l’Italia in prima linea contro gli squilibri nel settore delle materie prime. A Washington, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha alzato la voce per un mercato più equo, in un momento chiave per l’approvvigionamento energetico e tecnologico.
Durante la prima riunione ministeriale sui minerali critici, Tajani ha criticato il dominio cinese, che fissa prezzi e volumi senza concorrenza vera. “La Cina non può giocare da sola: serve un libero mercato per tutti”, ha dichiarato, ribadendo che la libera concorrenza è un principio cardine anche per terre rare e minerali essenziali.
Questa posizione rafforza gli sforzi europei per diversificare le forniture, riducendo la dipendenza da Pechino e favorendo accordi con Paesi alleati. In un mondo sempre più connesso, mosse come questa aiutano l’Italia a tutelare industrie come automotive e rinnovabili, garantendo stabilità economica.
Ant Ier