Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace 2023, ha ricevuto una nuova condanna a sei anni di carcere in Iran, come annunciato dal suo legale. Detenuta nel carcere di Evin a Teheran da quasi due mesi, l’attivista ha iniziato uno sciopero della fame da tre giorni per protestare contro le condizioni di detenzione.
La sentenza arriva dopo ripetute accuse di “propaganda contro lo Stato” e “collusione contro la sicurezza nazionale”, legate al suo impegno contro la pena di morte, l’hijab obbligatorio e per i diritti delle donne.
Mohammadi rappresenta un simbolo di resistenza non violenta in un contesto difficile. La sua voce ha ispirato migliaia di persone in Iran e nel mondo, contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sfide delle donne iraniane. Oggi, nel 2026, con tensioni ancora alte nel paese, il suo caso solleva interrogativi sulla libertà di espressione e sui diritti umani, spingendo governi e organizzazioni internazionali a mantenere alta l’attenzione.
Lo sciopero della fame evidenzia la determinazione di chi lotta per un cambiamento reale. La comunità globale osserva con preoccupazione, sperando in un intervento che garantisca cure e rispetto per la Nobel, mentre il suo esempio continua a motivare attivisti ovunque.
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