Il Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata, vede le massime cariche istituzionali uniti nel riaffermare l’importanza della memoria storica.
La premier Giorgia Meloni ha definito questa pagina di storia “vittima per decenni di un’imperdonabile congiura del silenzio, oblio e indifferenza”, sottolineando come centinaia di migliaia di italiani abbiano abbandonato tutto pur di preservare la propria identità. “La Nazione non abbia paura della verità, ricacciando nell’ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia”, ha aggiunto.
Durante la cerimonia alla Camera, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ribadito: “Ricordare e tramandare è un atto di verità, amore e giustizia non più procrastinabile”, auspicando che tali tragedie non si ripetano.
Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha concluso evocando un rafforzamento della memoria collettiva: “Questa giornata contribuisca a rinnovare e rafforzare la memoria collettiva di un dramma che ci riguarda da vicino e non può più essere negato”. Queste parole rappresentano un impegno condiviso per onorare le vittime e promuovere una narrazione storica equilibrata, essenziale per l’identità nazionale.
LL