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Economia e turismo: il Carnevale genera un indotto da 1,5 mld di euro

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Carnevale Venezia 2019

Da Venezia a Viareggio, passando per Ivrea, Fano, Putignano e Sciacca, il Carnevale si conferma un pilastro strategico per il turismo fuori stagione e un fondamentale motore economico per il territorio nazionale. Secondo un’indagine della Cna, condotta tra le imprese associate e pubblicata in anteprima dall’ANSA, l’indotto legato alle festività carnevalesche muove complessivamente oltre 1,5 miliardi di euro, tra flussi turistici, produzione dolciaria e mercato dei travestimenti.

 

Nel periodo compreso tra il giovedì e il martedì grasso, le previsioni indicano l’arrivo di quasi 2 milioni di visitatori, per un giro d’affari superiore ai 500 milioni di euro in termini di pernottamenti e indotto. Un dato significativo riguarda la componente internazionale: in molte località, la presenza di turisti stranieri rappresenta ormai oltre la metà degli arrivi totali.

Venezia consolida il proprio primato come meta di riferimento, con un movimento economico stimato in oltre 200 milioni di euro. Segue Viareggio, il cui impatto sul territorio è valutato intorno agli 80 milioni di euro. Risultati di rilievo si registrano anche in altri centri storici della tradizione, quali Ivrea, Fano, Putignano, Cento, Acireale, Sciacca, Sappada e Mamoiada, che confermano la capillarità del fenomeno su scala nazionale.

Il settore della pasticceria tipica rappresenta la voce di spesa più rilevante, con un giro d’affari di circa 900 milioni di euro. I dolci della tradizione — noti come chiacchiere, frappe, cenci o bugie a seconda delle declinazioni regionali — sono ormai equiparati ai grandi lievitati delle festività maggiori per volumi di vendita e continuità stagionale, con un debutto commerciale che avviene già a metà gennaio.

Infine, il segmento delle maschere e dei costumi mantiene un ruolo centrale nel business del periodo. Tra i travestimenti classici della commedia dell’arte e le moderne ispirazioni legate all’intrattenimento per l’infanzia, il mercato dei costumi coinvolge circa 8 milioni di bambini nelle fasce della scuola dell’infanzia ed elementare, generando un fatturato complessivo stimato in 180 milioni di euro.

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