Come riportato da tgcom24: Il responsabile ad interim dell’immigrazione statunitense, Tom Homan – figura vicina alla Casa Bianca e soprannominato “lo zar dei confini” per il suo ruolo nelle politiche di sicurezza – ha dichiarato a Minneapolis che l’operazione straordinaria condotta in Minnesota è ufficialmente conclusa. Una parte degli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice), tuttavia, rimarrà nello Stato per attività di monitoraggio.
“L’intervento ha raggiunto gli obiettivi prefissati”, ha affermato Homan durante la conferenza stampa, sottolineando che nel corso delle operazioni non sono stati effettuati arresti in luoghi considerati sensibili, come chiese, ospedali o scuole elementari. All’inizio di febbraio, il presidente Donald Trump aveva ordinato il ritiro di circa 700 agenti federali da Minneapolis, una decisione che aveva sollevato interrogativi sulla prosecuzione delle attività di controllo. Homan, però, aveva subito chiarito che “la missione non cambia”, mentre il presidente aveva promesso un approccio “più morbido” dopo le tensioni esplose nella capitale del Minnesota.
L’operazione, denominata Metro Surge, aveva portato al dispiegamento di circa 3.000 agenti federali nello Stato. Inizialmente coordinata da Gregory Bovino, comandante della Border Patrol, è passata sotto la direzione di Homan il 26 gennaio, in seguito alle polemiche scaturite dall’uccisione di due cittadini statunitensi – Renee Good e Alex Pretti – durante le proteste. Le manifestazioni, nate come risposta all’uso della forza da parte delle autorità, non si sono del tutto placate, ma negli ultimi giorni hanno assunto toni più pacifici, pur mantenendo alta la pressione politica e sociale sul governo federale