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USA, la Camera sfida Trump e vota per bloccare i dazi contro il Canada

by Mariateresa Quattrone
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Canada

La Camera dei Rappresentanti, a maggioranza repubblicana, ha approvato una risoluzione che mira a sospendere i dazi imposti al Canada dall’amministrazione Trump. Il voto, che rappresenta una rara frattura interna al Partito Repubblicano, è passato con 219 sì e 211 no grazie al sostegno di sei deputati conservatori che si sono uniti al fronte democratico. Il provvedimento passa ora al Senato, dove il dibattito si preannuncia altrettanto acceso.

Poche ore prima del voto, il presidente Donald Trump aveva lanciato un avvertimento diretto ai repubblicani del Congresso, minacciando ripercussioni politiche per chi avesse votato contro la linea della Casa Bianca. “Chiunque voterà contro i dazi la pagherà alle elezioni, anche alle primarie”, aveva scritto sul suo social Truth, sostenendo che le tariffe rappresentano uno strumento di sicurezza economica e diplomatica. Secondo Trump, il solo annuncio di nuovi dazi sarebbe sufficiente a convincere altri Paesi ad accettare le richieste degli Stati Uniti. In un altro messaggio, il presidente aveva puntato il dito contro Ottawa, accusando il Canada di aver “approfittato” degli Stati Uniti sul piano commerciale per decenni e definendolo “uno dei partner più difficili con cui trattare”.

 

 

I dazi sono diventati uno degli elementi centrali della strategia economica del secondo mandato di Trump. L’amministrazione li presenta come un mezzo per rafforzare la sicurezza nazionale e riequilibrare rapporti commerciali considerati svantaggiosi. Tuttavia, l’approccio ha generato tensioni diplomatiche con diversi alleati e acceso un dibattito interno sui costi per i consumatori americani. Finora, l’impatto sui prezzi al dettaglio sembra inferiore alle previsioni più pessimistiche, ma resta forte la preoccupazione per l’uso da parte del presidente di poteri emergenziali per imporre le tariffe senza passare dal Congresso.

I democratici accusano la Casa Bianca di alimentare l’inflazione e di aggravare il costo della vita, sostenendo che la politica dei dazi rischia di diventare un boomerang elettorale per i repubblicani. Secondo alcuni esponenti del partito, le tensioni interne potrebbero riflettersi sulle elezioni per i governatori del 2026, soprattutto negli Stati dove l’economia è più esposta agli scambi commerciali con il Canada. La battaglia ora si sposta al Senato, dove la risoluzione dovrà superare un nuovo test politico in un clima già segnato da divisioni profonde sul ruolo dei dazi nella strategia economica nazionale.

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