WhatsApp ha lanciato un duro attacco alle autorità russe, denunciando un piano per bloccare del tutto l’applicazione e spingere gli utenti verso un servizio di messaggistica controllato dallo Stato. La filiale di Meta, proprietaria dell’app, ha definito questa mossa un “passo indietro”, spiegando che Mosca mira a favorire un’alternativa sotto il controllo governativo per aumentare la sorveglianza.

foto di GNS
Questa tensione fa parte di una più ampia stretta russa sui social network stranieri, con restrizioni già imposte a Telegram questa settimana. Dall’altro lato, il Cremlino replica che WhatsApp verrà sbloccata solo se Meta si adeguerà alle norme russe e avvierà un dialogo costruttivo.
Il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha chiarito alla Tass che la conformità alle leggi locali è essenziale, altrimenti non ci sarà spazio per accordi.
L’autorità russa per le telecomunicazioni ha rallentato il servizio per violazioni, accusando l’app di essere usata per attività terroristiche e frodi ai danni dei cittadini. La vicenda evidenzia le crescenti frizioni tra giganti tech occidentali e governi che chiedono maggiore controllo sui dati e sui contenuti digitali.
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