Nuovi raid russi hanno colpito nella notte tra giovedì e venerdì diverse infrastrutture energetiche nella regione di Odessa, provocando interruzioni diffuse nelle forniture di elettricità, riscaldamento e acqua. Le autorità locali hanno confermato danni significativi a impianti residenziali, industriali e portuali, mentre le squadre di emergenza sono al lavoro per ripristinare i servizi essenziali.
Il governatore Oleh Kiper ha denunciato attacchi “massicci” condotti con droni d’assalto, spiegando che, nonostante l’intervento della difesa aerea ucraina, alcuni velivoli sono riusciti a colpire obiettivi sensibili e i detriti caduti hanno aggravato i danni alle infrastrutture civili.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che è stato raggiunto un accordo preliminare per un nuovo round di colloqui con Stati Uniti e Ucraina, previsto per la prossima settimana. Non sono stati forniti dettagli sul formato o sui temi dell’incontro, ma la notizia arriva in un momento di intensificazione delle operazioni militari sul fronte meridionale.
A margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha criticato apertamente la strategia militare russa in Ucraina. Utilizzando una metafora destinata a far discutere, Rutte ha affermato che “invece di percepire i russi come un orso possente, dobbiamo comprendere che si stanno muovendo attraverso l’Ucraina con la velocità di una lumaca da giardino”. Un commento che riflette la convinzione dell’Alleanza che l’avanzata russa, pur costante, proceda con lentezza e a costi elevati.
Da Kiev, intanto, fonti governative hanno riferito che la Cina sarebbe pronta a fornire nuovi aiuti umanitari all’Ucraina. I dettagli non sono ancora stati resi pubblici, ma la disponibilità di Pechino viene interpretata come un segnale di continuità nel ruolo diplomatico e assistenziale che la Cina rivendica dall’inizio del conflitto.
Secondo le autorità ucraine, diversi civili sono rimasti uccisi o feriti negli attacchi condotti tra giovedì e venerdì. Le operazioni di soccorso proseguono in varie aree colpite, mentre il governo di Kiev denuncia l’ennesima ondata di attacchi contro infrastrutture critiche, considerata una strategia volta a mettere sotto pressione la popolazione e il sistema energetico nazionale.