La Calabria si trova nuovamente a fare i conti con la fragilità del proprio territorio a seguito di un’ondata di maltempo eccezionale che ha spinto la giunta regionale a richiedere ufficialmente al governo il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale.
Il passaggio del ciclone Harry e le successive perturbazioni hanno causato danni ingenti alle infrastrutture e al comparto produttivo, colpendo con particolare violenza l’agricoltura, la zootecnia e la pesca, settori vitali per l’economia locale che ora necessitano di ristori immediati e concreti.
Nonostante la furia degli elementi, che ha provocato smottamenti ed esondazioni in diverse aree della regione, la macchina dei soccorsi coordinata dalla Protezione Civile e dalle forze dell’ordine ha permesso di evitare tragedie umane, dimostrando una capacità di risposta istituzionale solida e collaudata.
Il presidente Roberto Occhiuto, nella nota riportata dall’Ansa, ha sottolineato come la resilienza dei cittadini e il senso di responsabilità dimostrato durante le ore più critiche siano stati fondamentali per gestire una situazione di estremo pericolo senza registrare vittime o dispersi.
Adesso si apre la delicata fase della ricostruzione e della messa in sicurezza degli argini e delle strade rurali, una prova che richiederà una sinergia costante tra Roma e la Calabria per trasformare l’emergenza in un’opportunità di ammodernamento e protezione del territorio contro i futuri rischi legati ai cambiamenti climatici.
LL