L’Italia mantiene un ruolo attivo nella scena internazionale, ma con i paletti della nostra Carta Costituzionale. Il ministro degli Esteri Tajani ha chiarito la posizione sul Board of Peace, annunciando una presenza come osservatore.
Durante un incontro alla Farnesina con l’omologa canadese Anita Anand, Tajani ha spiegato che l’Italia parteciperà alla riunione del Board of Peace in veste di osservatore. Il motivo risiede nello statuto del Board, in contrasto con l’articolo 11 della Costituzione italiana, che vieta le guerre di aggressione. “Abbiamo già dato tanto per Gaza e continueremo”, ha assicurato il ministro, pronto a incrementare i carabinieri italiani a Rafah.
Tra gli osservatori ci sarà anche la Commissione UE, segno di un impegno europeo condiviso. L’Italia punta così a contribuire alla stabilizzazione senza compromettere i propri principi fondamentali. Gaza resta una priorità, con aiuti umanitari che proseguono nonostante le complessità geopolitiche. Tajani ha ribadito la volontà di fare la propria parte in un contesto di crisi prolungata.
LL