Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, torna a parlare di Cuba con parole dure ma pragmatiche. Definendo l’isola una “nazione fallita”, invita L’Avana a un accordo bilaterale, escludendo interventi militari.
A bordo dell’Air Force One, Trump ha dichiarato ai giornalisti che Cuba sta vivendo una crisi profonda. La mancanza di carburante crea blackout e disagi diffusi, che il leader americano ha chiamato “minaccia umanitaria”. L’embargo statunitense, in vigore da decenni, si intensifica, con pressioni su altri Paesi per bloccare invii di petrolio. Alla domanda su un possibile rovesciamento del governo cubano, simile a quanto accaduto in Venezuela con Nicolas Maduro, Trump ha risposto: “Non credo sarà necessario”.
L’approccio privilegia il negoziato rispetto a soluzioni drastiche, in un contesto di tensioni storiche tra Washington e L’Avana. I cubani affrontano code chilometriche per il combustibile e interruzioni di corrente che paralizzano la vita quotidiana. Trump sembra puntare a un cambio attraverso pressioni economiche, monitorando da vicino gli sviluppi sull’isola caraibica.
Ant Ier