Proseguono a ritmo più serrato i negoziati sul dossier nucleare tra Stati Uniti e Iran. Da Teheran arrivano segnali di cauto ottimismo: il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato all’agenzia “Tasnim” che l’ultimo round di colloqui si è svolto in un clima “costruttivo”, con “un accordo generale su una serie di principi guida” che costituiranno la base per la stesura di un eventuale testo condiviso.
Araghchi ha precisato che “sono stati fatti buoni progressi”, pur sottolineando che la fase di redazione dell’accordo “sarà complessa” e che non è stata ancora fissata una data per il prossimo incontro. Le delegazioni, ha aggiunto, continueranno a lavorare sui testi nelle prossime settimane.
Sul fronte statunitense, il presidente Donald Trump ha ribadito l’importanza dei negoziati, auspicando che “l’Iran agisca in modo ragionevole”, affermando di non credere che Teheran “voglia affrontare le conseguenze del mancato raggiungimento di un accordo”. Il tycoon ha confermato che parteciperà “indirettamente” ai colloqui previsti a Ginevra il 17 febbraio.
Parallelamente, il clima resta teso nel Golfo, con nuove minacce da parte della Guida Suprema Ali Khamenei e il lancio di missili nello Stretto di Hormuz. Per l’Iran, la rimozione delle sanzioni statunitensi e internazionali resta la condizione imprescindibile per qualsiasi intesa. Lo ha ribadito il portavoce Baghaei, spiegando che la delegazione iraniana è composta anche da esperti tecnici del settore nucleare, a conferma della “serietà” con cui Teheran affronta il negoziato.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che il Paese è “pronto a consentire verifiche” per dimostrare di non voler sviluppare un’arma nucleare, come riportato dall’Afp. Il segretario di Stato Marco Rubio ha riconosciuto che “raggiungere un accordo non è facile”, attribuendo le difficoltà alla natura del sistema politico iraniano. Tuttavia, ha confermato la volontà dell’amministrazione Trump di proseguire il dialogo: “Il presidente preferisce sempre soluzioni pacifiche e negoziali e si è dimostrato disposto a parlare con tutti”.