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Obesità e cuore, allarme costi: 2 miliardi l’anno per infarti e ictus legati al peso

Uno studio del Ceis rivela l’impatto economico dei Mace legati all’obesità

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L’obesità continua a rappresentare una delle principali emergenze sanitarie italiane, non solo per le conseguenze cliniche ma anche per l’impatto economico sul Servizio Sanitario Nazionale. Secondo uno studio del Ceis dell’Università di Roma Tor Vergata, presentato nella capitale alla presenza di esperti e istituzioni, gli eventi cardiovascolari avversi maggiori — infarti, ictus e complicanze correlate — generano una spesa media annua di oltre 2 miliardi di euro.

 

Negli ultimi cinque anni, più di 1,4 milioni di pazienti sono stati ricoverati per Mace, con un trend in crescita e tassi di riospedalizzazione che superano il 50% entro tre anni nei soggetti con obesità. Le malattie cardiovascolari assorbono l’85% dei costi diretti legati all’obesità, pari a 6,6 miliardi di euro, mentre il costo complessivo della condizione — tra spese sanitarie e perdita di produttività — raggiunge i 13,34 miliardi l’anno.

Lo studio evidenzia come l’obesità rappresenti il principale fattore di rischio per gli eventi cardiovascolari gravi, rendendo necessario un approccio integrato che combini prevenzione, interventi sullo stile di vita e terapie farmacologiche efficaci. Proprio l’impiego di trattamenti in grado di ridurre il rischio di Mace potrebbe generare risparmi significativi: fino a 550 milioni di euro in due anni, secondo le stime dei ricercatori.

Paolo Sciattella, ricercatore del Ceis, sottolinea come la gestione dell’obesità non sia solo una questione clinica ma una sfida strutturale per la sostenibilità del sistema sanitario. Investire in prevenzione e terapie mirate, afferma, significa migliorare gli esiti dei pazienti e ridurre il peso economico di una condizione che continua a crescere in tutta Europa.

Il rapporto, il primo in Europa a quantificare in modo completo il burden epidemiologico ed economico dei Mace nelle persone con obesità, invita a una riflessione urgente sulle politiche sanitarie e sulla necessità di strategie di lungo periodo.

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