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Il Pentagono mette in guardia Trump: “Un attacco all’Iran comporterebbe rischi elevati”

by Mariateresa Quattrone
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Iran e Medio Oriente

Nel pieno di una fase di crescente tensione con Teheran, i vertici militari statunitensi avrebbero avvertito il presidente Donald Trump dei rischi legati a un’eventuale operazione militare contro l’Iran. Secondo quanto riportato dal Washington Post e da altre testate statunitensi, il generale Dan Caine – una delle figure di più alto grado al Pentagono – avrebbe illustrato al presidente una serie di criticità operative e strategiche che renderebbero l’azione particolarmente complessa.

Secondo le ricostruzioni, i vertici militari avrebbero evidenziato diversi fattori di vulnerabilità: Carenza di munizioni essenziali, che limiterebbe la capacità di sostenere un’operazione prolungata. Rischi per il personale statunitense e per gli alleati, in caso di risposta iraniana diretta o tramite milizie regionali. Difese aeree e capacità operative sotto pressione, come riportato anche da analisi parallele del Wall Street Journal . Mancanza di un sostegno internazionale compatto, che renderebbe più difficile gestire le conseguenze politiche e diplomatiche di un attacco.

Fonti citate da CNN e CBS News hanno inoltre riferito che le forze statunitensi sarebbero tecnicamente pronte a un’azione militare, ma che la Casa Bianca non avrebbe ancora preso una decisione definitiva, valutando attentamente i rischi di un’escalation regionale. Il presidente Trump ha smentito con forza le ricostruzioni della stampa, definendole “fake news” in un post pubblicato sul suo social network, Truth. Nel messaggio, il presidente ha sostenuto che al Pentagono vi sarebbe la convinzione che un eventuale conflitto con l’Iran sarebbe “facilmente vincibile”, respingendo così l’idea di un apparato militare preoccupato o impreparato.

 

 

La smentita si inserisce in un quadro comunicativo già teso, in cui la Casa Bianca alterna dichiarazioni di fermezza verso Teheran a segnali di cautela, mentre i media statunitensi riportano discussioni interne ancora in corso. Le tensioni tra Washington e Teheran si collocano in un momento di forte instabilità regionale. Secondo diverse fonti, l’esercito americano avrebbe già predisposto assetti navali e aerei in grado di sostenere un’operazione, pur senza che sia stata presa una decisione politica definitiva .

Gli analisti sottolineano che un eventuale attacco potrebbe avere conseguenze significative: destabilizzazione dell’area mediorientale; rischi per le rotte energetiche; possibile reazione iraniana tramite attacchi diretti o tramite gruppi alleati nella regione; impatto sulle relazioni tra Stati Uniti e partner europei, molti dei quali favorevoli a una linea più prudente. Le informazioni disponibili convergono su un punto: il Pentagono ha presentato scenari e rischi, ma la decisione finale spetta alla Casa Bianca, che appare ancora in fase di valutazione. Le prossime mosse dipenderanno dall’evoluzione dei negoziati, dalle pressioni interne e dalla capacità di Washington di costruire un fronte internazionale coeso.

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