Il “Decreto Ucraina” è legge. Con 106 voti favorevoli, 57 contrari e due astensioni, l’Aula di Palazzo Madama ha rinnovato la fiducia al Governo, varando in via definitiva il provvedimento già approvato da Montecitorio. Il testo non si limita a prorogare l’invio di forniture belliche a Kiev, ma traccia una linea d’azione che unisce assistenza militare, protezione civile e tutela del giornalismo d’inchiesta. Il cuore del provvedimento è la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari a favore delle autorità governative ucraine. Un passaggio che conferma la linea dell’esecutivo nel sostegno alla resistenza di Kiev.
Tuttavia, il decreto affronta anche il fronte interno e quello civile: Permessi di soggiorno: Viene garantito il rinnovo delle tutele per i cittadini ucraini rifugiati in Italia. Sicurezza dei media: Introdotte nuove misure di protezione per i giornalisti freelance che operano in zone di conflitto, una risposta concreta ai rischi crescenti per l’informazione indipendente. A margine del voto, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito la centralità del ruolo continentale: “Senza l’Europa non può esserci la pace”, ha dichiarato, sottolineando che il sostegno militare è funzionale a porre l’Ucraina in una posizione di equilibrio per un futuro tavolo negoziale.
Mentre l’Italia consolida il suo impegno, il fronte diplomatico internazionale registra segnali di timida apertura. Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ringraziando l’UE per il supporto costante, ha puntato i riflettori sull’incontro previsto per domani, giovedì 26 febbraio, a Ginevra tra le delegazioni di Kiev e Washington.
“In quella sede si discuterà della preparazione di un vertice trilaterale con la Russia”, ha annunciato Zelensky, come riportato dall’agenzia Rbc-Ucraina. L’obiettivo è ambizioso: arrivare a un tavolo di confronto diretto già nei primi giorni di marzo. Resta da capire quale sarà la risposta del Cremlino e quali precondizioni verranno poste per quello che sarebbe il primo vero segnale di de-escalation dopo mesi di stallo.