Secondo i dati rilevati dall’ultima indagine di Federalberghi, e riportati da Ansa, il comparto turistico montano registra una solida performance nel primo trimestre del 2026, con circa 9,1 milioni di connazionali che hanno effettuato o programmato un soggiorno in montagna tra gennaio e marzo.
L’analisi evidenzia una prevalenza della settimana bianca, scelta da 6,4 milioni di turisti, mentre 2,7 milioni hanno optato esclusivamente per brevi soggiorni durante i fine settimana. Considerando la frequenza dei viaggiatori ricorrenti, il volume complessivo degli arrivi nelle località sciistiche è stimato in 13 milioni, per un giro d’affari complessivo che raggiunge i 6,7 miliardi di euro.
Sotto il profilo delle destinazioni, il 75% dei flussi si è concentrato nell’Italia settentrionale, con Piemonte, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Valle d’Aosta e Veneto che si confermano le mete più frequentate; il Centro-Sud ha intercettato il 21,2% della domanda, mentre solo il 3,8% dei viaggiatori si è rivolto a località estere.
La spesa media pro capite per una settimana bianca, comprensiva di trasporti, alloggio, servizi sciistici ed extra, si attesta a 706 euro.
Nonostante il dinamismo del settore, l’indagine di Federalberghi sottolinea come le criticità economiche rappresentino ancora il principale ostacolo ai consumi turistici: tra chi ha rinunciato alla vacanza invernale, oltre la metà ha citato l’indisponibilità di budget, mentre il 19,2% ha indicato nel rincaro del costo della vita la ragione della mancata partenza.
Al. Co.